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I segreti dell’imbalsamazione dalla penna di Piombino Mascali
La sua mano esperta e le innovative tecniche di conservazione che aveva sviluppato gli hanno permesso di restaurare la salma di Francesco Crispi a nove mesi dalla morte conferendole un aspetto fresco e un’aria riposata. Il segreto della sua arte rischiava però di andare perduto, se Dario Piombino-Mascali - ricercatore dell’Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’Eurac - non fosse riuscito a recuperare i suoi appunti e renderli pubblici nel libro «Il maestro del sonno eterno» appena uscito in libreria.
Il personaggio in questione è Alfredo Salafia, imbalsamatore siciliano della fine dell’800 e artefice di alcuni celebri interventi di conservazione, tra cui quello su Rosalia Lombardo, una bambina di due anni morta nel 1920. «Salafia aggiungeva un trattamento con paraffina sciolta in etere, che iniettata sotto pelle era in grado di dare un effetto di turgore al volto» spiega Dario Piombino-Mascali nel suo libro, edito da La Zisa. Il testo raccoglie gli appunti di Salafia conservati dai discendenti della sua seconda moglie e rintracciati grazie a una minuziosa ricostruzione dell’albero genealogico dell’imbalsamatore.
Le ricerche di Dario Piombino-Mascali svelano non solo le tecniche utilizzate per curare l’aspetto estetico delle salme, ma si focalizzano anche sui metodi scientifici che hanno permesso di constatare la conservazione degli organi interni dei cadaveri. Dalle radiografie emerge infatti come cervello, fegato e parte di uno dei due polmoni siano perfettamente conservati, nonostante l’essicazione.
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Centonove
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