Edizioni La Zisa

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dicembre 2009 - 2 agosto 2009


nov/dic 2009


28 novembre 2009


19 novembre 2009

CULTURA: LE POESIE DI SILVANA SARDINA NE 'LA NAVE SPEZIALE'

PRESENTAZIONE DEL VOLUME DOMANI A PALERMO

Palermo, 19 nov. - (Adnkronos) - Presentazione del volume di poesie "La nave speziale" di Silvana Sardina domani alle 17, presso la sala gialla del Palazzo dei Normanni, a Palermo. Interverranno: -Simonetta Genova, docente -Gisella Garofalo, dirigente scolastico -Anna Mauro, autrice e regista teatrale -Mariella Paternostro, dirigente scolastico Sara' presente l'autrice Silvana Sardina. «Sono poesie traboccanti d'amore quelle di Silvana Sardina, anche se - si legge nella prefazione di Simonetta Genova -non sono poesie d'amore.
Parole dietro le quali il lettore intravede la compagna, la madre, l'amica, la nonna, l'insegnante... insomma una donna che ama. Ama la vita stessa, l'umanita', le gioie che il mondo puo' dare con i suoi piccoli grandi miracoli.
E, in quanto donna, Silvana cavalca le generazioni portando vita anche la' dove c'e' un terreno arido.' 'Nell'arco della sua esistenza la poetessa ha dato vita a un processo inverso a quello che si verifica usualmente, passando da una scarnificazione del verso a un eloquio piu' disinvolto - diremmo piu' estroverso. Alla fine o all'inizio, fra nascondini, scatole di bottoni, erba cedrina e rose canine Silvana sembra dirci: Non ho piu' rime da offrire "a chi da me s'aspetta versi". E noi non le crediamo piu'.»


14 novembre 2009

LIBRI: 'VINCOLI D'ONORE, STORIE E UOMINI DI MAFIA TRA NEW YORK E PALERMO' DI GIUSEPPE INCANDELA

Roma, 14 nov. - (Adnkronos) - E' in libreria il volume "Vincoli d'onore. Storie e uomini di mafia tra New York e Palermo" di Giuseppe Incandela, edizioni La Zisa.Molte tragiche vicende criminali che nell'ultimo sessantennio hanno occupato le prime pagine dei notiziari non solo nazionali, trovano la loro origine nel rinnovato patto tra la mafia siciliana e quella americana siglato nei primi anni del secondo dopoguerra. Soprattutto il traffico degli stupefacenti, per gli ingenti profitti che esso procura, ha messo in crisi vecchi e consolidati assetti delinquenziali, provocando di conseguenza una lunga catena di omicidi, sia all'interno delle famiglie mafiose, che nei confronti delle componenti istituzionali piu' determinate nella lotta al crimine organizzato.
Di volta in volta, l'alleanza tra le due mafie, nonostante le differenze strutturali che le contraddistinguono, e' servita anche di valido supporto nelle fasi critiche che entrambe hanno attraversato.
In ultimo, gli USA sono diventati terra di esilio dei boss fuggiti dalla Sicilia all'indomani della guerra scatenata tra i clan negli anni '80. Il paventato ritorno degli "scappati" nell'isola sta pero' determinando un nuovo scontro tra favorevoli e contrari, i cui sviluppi ulteriori al momento attuale non e' facile prevedere.
Giuseppe Incandela vanta al suo attivo una lunga esperienza giornalistica iniziata quarant'anni fa sulle colonne del quotidiano palermitano L'Ora, e proseguita con la collaborazione alla sede palermitana dell'Agenzia Radiocor, diretta da Mauro De Mauro, a TVR Sicilia e al VideoGiornale. Attualmente conduce due rubriche sui canali del Centro Televisivo Palermitano. Tra le sue numerose pubblicazioni: Piero Gobetti e la Rivoluzione liberale (1961); I cattolici nella politica italiana dal 1919 al 1924 (1963); La politica delle chiacchiere (1966); Dalle strade alla storia (1966); Sospetti e veleni (1989); Gli anni che sconvolsero Palermo (2004); Il lungo fiume di sangue (2006); Anni Ottanta. Attacco della mafia allo Stato (2007); Morte di un Presidente. Inchiesta sul delitto Mattarella (2009).


DIALOGOS
14 novembre 2009

RIFLESSIONI A PARTIRE DA “SEGNI DI VITA”DI DANIELA THOMAS,
LA ZISA EDITORE

di Antonia Arcuri

Certi libri ti “prendono”, non appena leggi le prime parole, e poi fai fatica a distaccartene. Questa è la sensazione che ho provato leggendo il primo dei racconti, di cui si compone la raccolta: Lettera ad un autore sconosciuto. Lì, capisci che stai per varcare una soglia che ti condurrà nell'Universo della fascinazione: un viaggio in cui la protagonista assoluta è l'anima, nell'accezione di un luogo di sentimenti e di emozioni popolato da figure mitiche e archetipiche. Ti viene da pensare: quest'autrice tiene l'angelo, che è un' espressione spagnola usata per designare una persona che ha un dono naturale di grazia e di spirito Poi, pagina dopo pagina incominci ad incontrare vari personaggi, per nulla fantastici, tutti in carne ed ossa, eppure segnati da uno sguardo speciale: il loro esterno è un'espressione dell'interno ed essi filtrano la realtà con la luce dei sentimenti. Pian piano, anche la vista del lettore si accomoda alle nuove lenti e si può fare la conoscenza di Moka, che ha una sorella gemella che è la luna. Mako, invece, trascorre molto del suo tempo a spiare un uovo di fuoco, che si adagia sui nidi alti delle palme, vicine al cielo. Ti sembra di vederlo, Mako, mentre si arrampica in cima ad una palma per raccogliere un dattero. Camminando, ancora, ci si imbatte in un vecchio molto paziente che fa della sua cecità uno strumento prezioso di visione: i suoi occhi non trattenendo la luce, lasciano libere le cose dal colore ed esse si manifestano così come sono, poiché, come ci ricorda l'autrice, la parola colore ha la stessa radice di celare. Giungiamo, poi, sul sagrato di una cattedrale dove girano vorticosamente, in attesa di entrare, foglie secche e fiori, piccoli animali e frutti, pane e dolci e lì accade che... Poiché non si può rendere l'incanto dei racconti, non svelerò più nulla e mi soffermerò, invece, sulle mie sensazioni. Mi vengono in mente altre letture, altrettanto appassionanti: “Il piccolo principe”, “Mio nonno era un ciliegio”... e tutte hanno lasciato un segno. Nei racconti di Daniela Thomas, insieme alle epifanie, alle manifestazioni della vita e della bellezza come amore dell'Universo, ritroviamo i simboli dell'umano che si inscrivono nel Sé. Una ricchezza per non divenire, come scrisse Hölderlin, solo un segno che non indica nulla, perché abbiamo smarrito i sentimenti e abbiamo perso il linguaggio in terra straniera.



13 novembre 2009

LA VITA DI UNA DONNA O DI MILLE DONNE IN UN RECENTO ROMANZO
AVVICINARSI A DIO CREANDO SCONCERTO FRA GLI UOMINI


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11 novembre 2009

HEMINGWAY, UN TABACCAIO E L’EDICOLANTE POPOLANO L’ULTIMA NOTTE DI MESSINA

Se “Via dei destini sparsi”, romanzo d’esordio, era il corale resoconto dall’anfratto di una porzione di città vicina a una metropoli, in questo secondo romanzo quella città prende corpo e nome - Messina -partorendo una serie di personaggi, ben undici, già pronti per una trasposizione teatrale: Violetta (una laurea in Biologia in fumo); Tina la modista; Rosina; Lupo; Hemingway; il Tabaccaio guercio e l’edicolante futurista, che utilizza i giornali per le sue installazioni.


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11 novembre 2009

MAFIA, IN UN LIBRO LA STORIA DEL PATTO NEW YORK-PALERMO

(9Colonne) Palermo, 11 nov - Il rinnovato patto tra la mafia siciliana e quella americana siglato nei primi anni del secondo dopoguerra è alla base dei fatti di sangue di Cosa Nostra nell'ultimo sessantennio. Soprattutto il traffico degli stupefacenti, per gli ingenti profitti che esso procura, ha messo in crisi vecchi e consolidati assetti delinquenziali, provocando di conseguenza una lunga catena di omicidi, sia all'interno delle famiglie mafiose, che nei confronti delle componenti istituzionali più determinate nella lotta al crimine organizzato. Un quadro che viene ricostruito dal libro "Vincoli d'onore. Storie e uomini di mafia tra New York e Palermo" di Giuseppe Incandela , già cronista de L'Ora di Palermo, che viene presentato nel capoluogo palermitano oggi, alle 17, al Circolo Ufficiali, dagli avvocati Michele Costa e Pietro Milio e dal giornalista Lino Buscemi. Di volta in volta, la tesi del libro edito da La Zisa, l'alleanza tra le due mafie, nonostante le differenze strutturali che le contraddistinguono, è servita anche di valido supporto nelle fasi critiche che entrambe hanno attraversato.
In ultimo, gli Usa sono diventati terra di esilio dei boss fuggiti dalla Sicilia all'indomani della guerra scatenata tra i clan negli anni '80. Il paventato ritorno degli "scappati" nell'isola sta però determinando un nuovo scontro tra favorevoli e contrari, i cui sviluppi ulteriori al momento attuale non è facile prevedere.


9 novembre 2009

'I CAMPIERI DI CRISTO' NUOVO ROMANZO DI NONUCCIO ANSELMO
STORIA FRA CONFRATERNITE E CROCEFISSI SCOMPARSI

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6 novembre 2009

SCIENZA, MARGHERITA HACK PRESENTA LIBRO SU ASTRONOMI SICILIANI

(9Colonne) Palermo, 6 nov - A partire dal VI-V sec. a.C. sono stati numerosi gli scienziati siciliani che hanno dato un contributo notevolissimo alla conoscenza dell'universo, non di rado anticipando, con geniali intuizioni, ciò che successivamente è stato verificato con il supporto di apparecchi sofisticati. Basterebbe citare i nomi di Empedocle e Archimede per il mondo antico, e di G. Battista Hodierna per l'età moderna. Insieme ai nativi, altri astronomi italiani, chiamati a lavorare in Sicilia, come per esempio Giuseppe Piazzi, hanno creato strutture, redatto progetti di ricerca e formato allievi di prim'ordine, segnando tappe fondamentali per la comprensione del cosmo.
Tanto da poter affermare che, dalla fine del '700, esiste ed opera con continuità una scuola siciliana non inferiore a quelle operanti in altre parti d'Italia e nel mondo intero. Negli ultimi decenni il ruolo degli astrofisici siciliani è stato determinante nello studio dei raggi X e gamma in astronomia, in particolare sotto la guida e per impulso di eminenti personalità come Giuseppe Vaiana e Livio Scarsi. Tutto questo viene raccontato dal libro di Pippo Battaglia "Lucean le stelle. Cenni di storia dell'astronomia di Sicilia", (ed. La Zisa) con prefazione di Margherita Hack. E sarà proprio la nota astrofisica che lo presenterà oggi pomeriggio a Palermo, alla libreria di via Cavour e che la sera consegnerà la targa "Giuseppe Piazzi" per la divulgazione scientifica all'archeologo Sebastiano Tusa in una serata all'Auditiorium della Rai Sicilia.


3 novembre 2009

LA HACK TRA LE STELLE DI SICILIA

(...) La sera del 6 novembre un appuntamento molto atteso: ritorna Margherita Hack per parlare dello straordinario contributo, nel corso dei secoli, degli studiosi siciliani. L'occasione è data dalla pubblicazione del nuovo libro di Pippo Battaglia “Lucean le stelle" - Cenni di storia dell' astronomia di Sicilia”, il quale propone una panoramica dall' antica maniera di speculare sugli astri, sino all'attuale ricerca astronomica legata all' energia raggi X e Gamma. (...)

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31 ottobre 2009

NEL NUOVO ROMANZO DI NONUCCIO ANSELMO
"BIANCHI" E "ROSSI" METTONO IN SCENA I CONFLITTI DI CLASSE

di Costanza Villari

Questa storia si poteva raccontare in tanti modi, anzi in tanti modi è stato già fatto. Perché si racconta di uno scontro sociale avvenuto nella profonda campagna siciliana, che parte dall'immediato dopoguerra per trascinarsi fino alla fine degli anni Cinquanta, quando il boom e il benessere spazzeranno via tante cose.
È lo scontro che ha insanguinato il feudo, le lotte per la terra tra "viddani" e poveri artigiani che dal loro lavoro e dal loro raccolto dipendono e gli ultimi nobili del paese, i proprietari dei feudi e i loro discendenti, che ovunque rappresentano il potere.
Questo scontro, nella vita quotidiana, si riflette anche su fatti minimi, anche sui riti della vita collettiva, come per esempio i riti della Pasqua e la processione del Venerdì Santo. Questa storia minima – lontana da tanti importanti saggi – racconta Nonuccio Anselmo nel suo nuovo romanzo "I campieri di Cristo" (La Zisa, 13 euro).
Perché in questo paese della fine degli anni Cinquanta annegato nel feudo i nobili e gli ex nobili, che ancora agli occhi dei contadini e degli artigiani rappresentano il potere, sono riuniti da secoli in una confraternita bianca, patrona dei riti del Venerdì santo cittadino. È di loro "proprietà" anche il Cristo di cartapesta che si va ad appendere in croce su una collina alla periferia del paese.
Ma i nobili pure nella Pasqua non sono certamente da soli. Anche contadini ed artigiani sono costituiti in diverse confraternite, che però il Cristo possono solo guardarlo e pregarlo da lontano. Non possono toccarlo, non possono deporlo dalla croce, non possono portarlo in processione: tutte queste incombenze sono riservate dalla tradizione ai nobili "bianchi".
Ma alcuni confratelli di una di queste compagnie – quella dei "rossi" – non ci stanno. Secondo loro, visto che almeno Cristo non è proprietà di nessuno ed appartiene a tutti, tutti hanno il diritto di toccare quella statua, di deporla dalla croce, di portarla in processione.
Così un bel giorno un manipolo di congiurati, guidato da un facinoroso che dopo le lotte per la terra si è ritirato in campagna, con un colpo di mano va a "rubare" il Cristo. A questo scontro sociale, altri scontri "privati" – che comunque dal primo direttamente discendono – si aggiungono ad allargare il solco tra "bianchi" e "rossi". C'è la figlia di un nobile decaduto innamorata di un barbiere che l'ha messa incinta e deve pensare alla "fuitina" per evitare tragedie; c'è un artigiano caduto nelle grinfie di usuraio che arriva ad organizzare il suicidio per uscire da una spirale che coinvolgerà tutta la sua famiglia.
Finirà però tutto in gloria perché lo stesso facinoroso di cui sopra, un bracciante di nome Luca Stellario, riesce a trovare la soluzione.
Il lieto fine – seppure con una semina di scorie dolorose – non riguarderà però tutto e tutti. Ma il finale, ricco di colpi di scena, è bene che chi deciderà di leggere questo libro lo scopra da sé.
Qui si può aggiungere soltanto che tutta la vicenda, tra una folla di personaggi che si muovono nella cornice dei riti della Pasqua in un piccolo centro di campagna, è raccontata da un vecchio maestro – Brasi Ferrante – che con la pensione ha affinato la sua passione per i libri e per la storia.
Il suo diario, dove alla cronaca ufficiale si aggiungono minuziosamente anche tutti i fatti e i misfatti minimi della comunità, risulterà prezioso per la narrazione di questa passione laica che va ad intrecciarsi con la rievocazione dell'altra Passione.
Fino a quando il vecchio barone, alle soglie della notte, scoprirà che la sua classe è stata sconfitta con la complicità dei dollari e della Cocacola e che anche i nobili sono diventati... popolo.


30 ottobre 2009

SE LA PROCESSIONE SI TRASFORMA IN CONFLITTO DI CLASSE

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30 ottobre 2009

L ROMANZO EL GIORNALISTA SARA’ PRESENTATO OGGI ALLE 18 ALLA KURSAAL KALHESA
ESCE I CAMPIERI DI CRISTO IL NUOVO LIBRO DI ANSELMO

Un romanzo che si nutre delle tante suggestioni della provincia, di un mondo al crepuscolo, quello della fine degli anni Cinquanta del Novecento, che sta per essere cancellato dal boom economico e dal benessere.

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29 ottobre 2009

ESCE 'I CAMPIERI DI CRISTO' DI NONUCCIO ANSELMO - PRESENTAZIONE DOMANI A PALERMO ALLE 18

Palermo, 29 ott. (Adnkronos) - Un romanzo che si nutre delle tante suggestioni della provincia, di un mondo al crepuscolo, quello della fine degli anni Cinquanta del Novecento, che sta per essere cancellato dal boom economico e dal benessere. E' 'I campieri di Cristo', il romanzo del giornalista Nonuccio Anselmo pubblicato dalle Edizioni La Zisa, che verra' presentato domani alle 18, alla Kursaal Kalhesa di Palermo. Alla presentazione, oltre all'autore, interverranno Gaetano Basile, giornalista e scrittore, Maria Pia Farinella, della Rai Sicilia, Salvatore Rizzo del Giornale di Sicilia.
Nel suo romanzo, che segue gli altri libri gia' pubblicati 'Farmacia Bisagna' e 'I leoni d'oro', Anselmo descrive gli anni duri segnati dalle lotte per la terra con l'occupazione dei feudi. Anni segnati anche dal sangue dei capipopolo assassinati dalla mafia e dal potere rurale. Un potere che si identifica ancora nei nobili 'feudatari'. E sono proprio loro, in un paesino annegato nel feudo, a gestire anche i riti della Passione e del Venerdi' santo, affidati alla loro confraternita, la compagnia dei Bianchi della Maddalena.
In altri termini, sono anche i padroni di Cristo, della statua che ogni anno si va ad appendere alla croce, che non puo' essere toccata dai componenti delle altre confraternite di braccianti e artigiani. Cosi' si accende un altro scontro perche' - sostengono questi ultimi - Cristo e' di tutti. Uno scontro che si concludera' con il 'furto' del Cristo da parte dei 'Rossi', i piu' accesi antagonisti dei 'Bianchi'.
(Clt/Col/Adnkronos) 29-OTT-09 13:36


26 ottobre 2009

I campieri di Cristo nella Sicilia di 60 anni fa Nonuccio Anselmo e la rivincita dei giusti

di Angelo Meli


Questa storia si poteva raccontare in tanti modi, anzi, in tanti modi è stato già fatto. Perché si narra di uno scontro sociale nella profonda campagna siciliana, che parte da lontano per trascinarsi fino alla fine degli anni Cinquanta, quando il boom e il benessere spazzeranno via tante cose.
E’ lo scontro che ha insanguinato il feudo - le lotte per la terra – tra i viddani e gli artigiani che dal loro lavoro e dal raccolto dipendono, e gli ultimi nobili del paese, i proprietari dei feudi e i loro discendenti, che in un paese rappresentano il potere.

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20 ottobre 2009

Franco Galioto

ANALISI


Sono poesie degli anni settanta ora raccolte in un volumetto, dopo una revisione del testo.

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15 ottobre 2009

Criminalita' e Mezzogiorno: nostra intervista all'autore di "La zona grigia" Nino Amadore

di Elisa Costanzo

Da sempre, e soprattutto dopo Gomorra, nell'immaginario collettivo al Mezzogiorno si associa la parola "criminalità organizzata". Uno Stato parallelo, illegale, con mezzi e regole proprie, che si autoalimenta con droga, racket, prostituzione, traffici di rifiuti tossici, commerci sommersi. Ma dei colletti bianchi, i professionisti al servizio della mafia, notai, medici, architetti, ingegneri, capi degli uffici tecnici comunali, che prestano servizio alla Cupola e che consentono alla macchina economica di vivere e fare business, non si è mai parlato. Fino alla pubblicazione di "La zona grigia", il libro di Nino Amadore, giornalista del Il Sole 24 Ore corrispondente per la Sicilia e la Calabria. Nel libro racconti fatti, ma poni più domande che risposte, ovviamente non facili. Perché, come scrivi, "i veri sostenitori della libertà" che affollano le sacre stanze dei palazzi che contano in Italia non scendono in campo per interrogarsi sul senso dell'etica in quelle che un tempo erano definite professioni liberali"?
Il termine "zona grigia" è ormai diventato di uso corrente e probabilmente il mio libro ha dato un contributo sostanziale. Le collusioni della borghesia produttiva, con competenze tecniche, con Cosa nostra restano punti chiave di numerose inchieste. Il nostro è ancora un paese corporativo e le corporazioni, come gli ordini professionali, si appigliano molto spesso al formalismo giuridico per giustificare la mancata azione contro la mafia. Quando ormai anche ai più alti livelli si ammette questa terribile commistione. Qualche giorno fa il presidente della Commissione antimafia Pisanu è tornato a sottolineare che la mafia può contare su un reticolo di consulenti propri adibiti a truffare lo Stato per ottenere indebitamente fondi pubblici. Tu ricordi che "se un avvocato è indagato per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa può continuare a esercitare".
Perché secondo te gli stessi Ordini non adottano misure disciplinari interne ma si limitano a promuovere l'autosospensione, quasi che più di un problema etico si trattasse di una questione di cattivo gusto personale? Il tema è quello del collateralismo: l'avvocato indagato (meglio rinviato a giudizio) per reati di associazione mafiosa o concorso esterno è in una condizione di incompatibilità sostanziale con il sistema giustizia. Non incompatibilità formale. Dunque andrebbe sospeso per evitare che, sulla base della sua condizione professionale, possa avere accesso privilegiato al Palazzo. Ovvio che dall'altra parte la giustizia deve garantire celerità nell'accertamento dei fatti e delle responsabilità altrimenti si corre il rischio di danneggiare il professionista. E' anche vero che, come è accaduto, il professionista che ha favorito o cercato di favorire imputati di mafia poi sia stato assolto ma non sulla base di prove certe. La casistica è lunga. Gli Ordini (ma non solo quello degli avvocati) stentano a governare questo tipo di fenomeno. Andando in giro a presentare il libro ho trovato tra la gente tanta disponibilità a livello personale, ma a livello generale gli ordini stanno zitti, mentre sarebbero gli organi deputati proprio ad agire. Per alcuni presidenti di ordini occorre agire solo in presenza di gravi fatti, come ad esempio quando un medico è stato riconosciuto colpevole di stupro a danno di alcune pazienti. L'impresa mafiosa può contare su una fitta rete di prestanome, alla faccia dei paradisi fiscali, come dimostri nell'intervista al guru del settore Giovanni Caporaso.
Ma come portare avanti questa che è una vera e propria battaglia culturale per la legalità e la trasparenza? Quali strumenti sarebbero necessari? La scelta di un imprenditore come Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, di non espellere gli imprenditori che fanno affari con la mafia è stata molto coraggiosa, e ha segnato la distanza tra mafiosi e borghesia produttiva. Ma sarebbero poi necessarie altre leggi. Ad esempio, in Italia non esiste il reato di autoriciclaggio, come ha più volte sottolineato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Posso infatti essere colpito per estorsione, ma se reinvesto i soldi che derivano dall'estorsione nessuno può dirmi nulla.



9 ottobre 2009

Un libro-indagine sulla santa di Palermo

Il primo romitaggio di Rosalia

La controversa, e per tanti versi oscura, vicenda terrena della vergine venerata dai cittadini palermitani come santa patrona, e che la Chiesa celebra il 4 settembre, è da sempre avvolta nella leggenda e nel mistero. Ed è per tale motivo che è oltremodo preziosa l’opera che la casa editrice La Zisa di Palermo manda in libreria in questi giorni.


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18 settembre 2009

LIBRI, IL "SOGNO" DI PLACIDO RIZZOTTO SINDACALISTA SENZA PAURA

Poco piu' di 60 anni fa (era il 10 marzo 1948), a Corleone, la feroce mafia del feudo assassinava Placido Rizzotto, segretario della Camera del Lavoro, che guidava i contadini nelle lotte per la terra. Rizzotto fu il 35esimo sindacalista della Cgil a cadere nella lotta antimafia di quell'immediato dopoguerra siciliano. Alla figura di Rizzotto e' dedicato l'ultimo lavoro di Dino Paternostro, direttore del periodico on-line Citta' Nuove e segretario della Camera del lavoro di Corleone: "Le stelle in un pugno. Il sogno di Placido Rizzotto e dei contadini di Corleone" (La Zisa, Palermo, pp. 144 ). Ma la figura del coraggioso sindacalista si intreccia, fatalmente, con quella di altre due future vittime della mafia. Il caso volle infatti che proprio a Corleone, l'anno successivo al delitto Rizzotto, su sponde diverse, ma comuni nell'impegno per la legalita', si trovassero impegnati due uomini in seguito divenuti celebri: il capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (il cui rapporto sulla vicenda si trova in appendice al volume) e il giovane studente Pio La Torre, in seguito parlamentare comunista. Accomunati dallo stesso tragico destino, entrambi sarebbero stati trucidati nel 1982 da quella Cosa Nostra "corleonese" che aveva ormai conquistato Palermo e la Sicilia.



7 settembre 2009

UNA VINCITA MALEDETTA AL RITMO DEL GRANDE BLUES

Di Ida Palisi

«Rock me baby rock me all night long». Una vincita maledetta, il romanzo d’esordio di Peppe Striano, in questi giorni in libreria (edizioni La Zisa, pp. 128, euro 10) è una storia di passioni azzardate e destini incrociati sulle note di Johnny Winter, Jimi Hendrix e affini. Trentacinque anni, poliziotto napoletano di stanza a Palermo, un’attitudine per la musica e la chitarra, Striano compone un noir a ritmo di blues, e si affaccia sulla scena del genere con la benedizione del suo collega più noto, Piergiorgio Di Cara, che firma la prefazione e avvisa: «L’autore è uno che sa di cosa parla, vive il blues, ama il buon bere, cerca l’avventura, e conosce l’arte dell’investigazione, vivendone e vivendola fino in fondo». Sembra una scelta vincente anche per Striano, quella di essere un poliziotto in giro per il mondo e di scrivere, mettendo a frutto, come il commissario-scrittore Di Cara, la sua esperienza investigativa.

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settembre 2009


2 agosto 2009

TEMPO DI DOPPIA RAPPACIFICAZIONE

Durante i sanguinosi anni di Salvatore Giuliano, le forze dell’ordine si accanirono contro gli abitanti di Montelepre; i quali non hanno mai riconosciuto le responsabilità del bandito nella strage di Portella della Ginestra.

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