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30 luglio 2009 - 1 ottobre 2008


30 luglio 2009

«BELLA ÉPOQUE», CHE LEGGENDA

L'INIZIO DEL '900 NEL LIBRO DI ADRIANA PIAZZA.
GLI ANNI DEL PCI IN SICILIA


di Giuseppe Ippolito

La Belle époque è al centro del libro di Adriana Piazza «Il tempo leggendario»; mentre l'attività svolta da Partito comunista italiano, e dalle classi dirigenti siciliane, negli anni della ricostruzione post-bellica, dai mesi immediatamente successivi allo sbarco delle truppe anglo-americane è lo scenario delineato dal manuale curato da Davide Romano, «Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-1960» di Girolamo Li Causi; entrambi i libri sono editi da La Zisa.
«Il tempo leggendario» ritrae un'epoca, il clima intellettuale di una generazione; la Belle époque palermitana carica di fasti e di pregiudizi, di inutile decoro borghese e di falsi valori, di avidità, di ipocrisia e di egoismi. Nel suo libro, Adriana Piazza descrive la storia di una famiglia vista con gli occhi di una bambina che, presto, comincia ad intravedere i pregiudizi meschini celati sotto la lucida superficie del mondo dorato della Belle époque. È dunque l'immagine di una formazione intellettuale e morale. Il libro consta di 144 pagine ed è venduto a dieci euro.
«Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-1960», opera inedita di Girolamo Li Causi, terminata nel 1974 e non più rivista, è una lunga riflessione critica, ed autocritica, sull'attività svolta dal Pci e dalle classi dirigenti siciliane, negli anni della ricostruzione post-bellica, dai mesi immediatamente successivi allo sbarco delle truppe anglo-americane sino alla formazione dei governi Milazzo. Un arco di tempo lungo un quindicennio, durante il quale Li Causi assolse anche l'incarico di segretario regionale del partito. Da questo suo osservatorio privilegiato emerge il ritratto vivo e spesso pungente di uomini e vicende che hanno segnato la storia passata e presente dell'Isola. Parlamentare per diverse legislature, Li Causi, è stato per alcuni anni vicepresidente della Commissione nazionale antimafia. La presentazione del volume è di Italo Tripi, segretario regionale Cgil, e la prefazione di Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani.

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30 luglio 2009

LIBRI: MANLIO PIAZZA FIRMA 'CAPPOTTO BLU' PUBBLICATO DALLE EDIZIONI LA ZISA DI PALERMO


Palermo, 30 lug. (Adnkronos) - Un libro che si puo' iniziare a leggere da qualsiasi pagina in cui tutto e' legato da un cappotto in un emisfero circolare. E' 'Cappotto blu' di Manlio Piazza pubblicato da La Zisa (pp 160, euro 10). 'La vita di un uomo e' circolare e consequenziale, va in due dimensioni, segue una retta infinita e al contempo disegna nello spazio una circonferenza, infatti, c'e' sempre un nesso in quello che facciamo, ma ogni vira ha qualcosa di unico e raro che andrebbe comunque raccontato a prescindere dal resto degli altri giorni'. E' questa l'idea principale che ha guidato la penna di Manlio Piazza, trentenne palermitano, che descrive i suoi personaggi secondo lo stile che meglio si addice a ciascuno di loro: la poesia, il monologo, l'atto teatrale, il racconto, la novella, il romanzo.


30 luglio 2009

UNA VINCITA MALEDETTA

In libreria il libro di Peppe Striano Peppe Striano, “Una vincita maledetta” prefazione di Piergiorgio Di Cara, pp. 128, euro 10.00 ISBN 978-88-95709-39-0 «Una storia indiavolata come un blues. Strade di fuoco. Ritmi incalzanti. Un noir puro, distillato, come un rhum della migliore marca» (Piergiorgio Di Cara) Tre personaggi, tre destini intrecciati, tre vite diverse ma in un qualche modo uguali, spinte sempre oltre i limiti ... Fred, un blues-man buon gustaio, Rhum&Nicotina, donne e serate esagerate, che non si fa mancare neanche il brivido estremo della Roulette Russa. Omar, poliziotto sempre "fuori dalle righe", con tanta voglia di riconquistare un rapporto perduto. Sofia, annoiata insegnante di lingue straniere, splendida, inquieta donna alla ricerca spasmodica di "non sa che cosa". Il poliziotto organizza un piano e coinvolge, con l'arma del ricatto, Fred e Sofia nel tentativo di mettere le mani su un grosso bottino, di quelli che cambiano la vita. Ma il destino mescola bene le sue carte: in un susseguirsi di colpi di scena sulle strade di New York e Las Vegas, Fred e Sofia si innamorano e scoprono che Ornar ha teso loro una trappola. Non meno furbi dell'astuto poliziotto, riescono, a loro volta a "fregarlo". Ma il destino beffardo ha in serbo una triste sorpresa anche per loro …

PEPPE STRIANO Nasce a Napoli nel 1974. Conseguita la maturità, si arruola nella Polizia di Stato e dopo due anni lascia la sua città per lavorare alle Scorte in una Palermo in piena rinascita. Chitarrista, cultore del blues e curioso della vita, ha “inseguito” le sue passioni in giro per il mondo. Vive tuttora a Palermo dove è impegnato da quasi dieci anni in delicate operazioni di polizia investigativa.



29 luglio 2009

LIBRI: 'TERRA DI FRONTIERA' DI GIROLAMO LI CAUSI = PREFAZIONE DI OLIVIERO DILIBERTO

Palermo, 29 lug. - (Adnkronos) - Ricostruire l'attivita' svolta dal Pci e dalle classi dirigenti siciliane, negli anni della ricostruzione post-bellica, dai mesi immediatamente successivi allo sbarco delle truppe anglo-americane. E' questo l'obiettivo che Girolamo Li Causi, uno dei massimi dirigenti nazionali del Partito Comunista italiano, ha perseguito nel saggio "Terra di Frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-1960", curato dal giornalista Davide Romano, pubblicato dalle Edizioni La Zisa (pagg. 224, euro 9,90). Il libro inedito, terminato nel 1974, e non piu' rivista dall'autore morto nel 1977, affronta un arco di tempo lungo un quindicennio, durante il quale Li Causi assolse anche l'incarico di segretario regionale del partito. Dal suo osservatorio privilegiato emerge il ritratto vivo e spesso pungente di uomini e vicende che hanno segnato la storia passata e presente dell'isola. Il volume si avvale della presentazione di Italo Tripi e della prefazione di Oliviero Diliberto.


29 luglio 2009

LIBRI, LA SICILIA DEL DOPOGUERRA NEL RICORDO DI LI CAUSI

Roma, 29 LUG (Velino) - Esce per la casa editrice La Zisa "Terra di Frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-1960" di Girolamo Li Causi, a cura di Davide Romano, un'opera inedita del politico siciliano terminata nel 1974 e non piu' rivista dall'Autore. Una lunga riflessione critica e autocritica sull'attivita' svolta dal Pci e dalle classi dirigenti siciliane negli anni della ricostruzione post-bellica, dai mesi immediatamente successivi allo sbarco delle truppe anglo-americane sino alla formazione dei governi Milazzo. Un arco di tempo lungo un quindicennio, durante il quale Li Causi assolse anche l'incarico di segretario regionale del partito. Da questo suo osservatorio privilegiato emerge il ritratto vivo e spesso pungente di uomini e vicende che hanno segnato la storia passata e presente dell'Isola.


28 luglio 2009

LIBRI: FRANCESCO SCRIMA FIRMA 'L'ACQUARIO'
IL VOLUME PUBBLICATO PER LE EDIZIONI LA ZISA

Palermo, 28 lug. (Adnkronos) - Una Palermo malata ed affascinante. E' questo lo sfondo della vicenda tragica e misteriosa, piena d'amore e di violenza, raccontata da Francesco Scrima nel romanzo 'L'acquario' (Ed. La Zisa, pp.176 - euro 12). La storia descritta da Scrima mette in scena eventi tragici capaci di segnare, in modo definitivo, la vita dei due protagonisti. Che cosa ha reso Alfonso soltanto un "uomo che guarda dalla finestra"? Che rapporto c'e' fra la musica che scava nel suo cuore ed Irene, la giovane donna che e' andata ad abitare nell'appartamento di fronte al suo? E quali segreti nascondono, Alfonso ed Irene, nelle profondita' dei loro animi tormentati? Muto testimone di questa storia e' un pesciolino, solitario abitatore di un bellissimo acquario. (Clt/Col/Adnkronos)


27 luglio 2009

LIBRI: ARRIVA 'VOCI E PRESENZE' DI BRUNO RONDINI

Roma, 27 lug. - (Adnkronos) - Arriva in libreria "Voci e presenze", il nuovo lavoro di Bruno Rondini, edito dalla casa editrice Zisa. La vita di ogni uomo e' segnata da scelte, alcune decisive per la formazione intellettuale e spirituale e altre basilari per la definizione della propria esistenza in quanto individuo inserito in una comunita'. Spesso, alla base di queste scelte vi sono delle voci e delle presenze, le une e le altre sia materiali che inconsce, senza le quali la vita stessa sarebbe una landa desolata. Attraverso queste voci e queste presenze, alcune fondamentali altre meno, l'autore ricostruisce le varie tappe del proprio vissuto, dalla nascita sino ai giorni nostri.

Bruno Rondini, nato a Marino nel 1956, vive a Pomigliano d'Arco (Napoli) dove svolge il suo lavoro di ingegnere in una ditta di apparecchi di sollevamento. Fa parte della Chiesa Evangelica Apostolica della comunita' di Ponticelli a Napoli. Con la casa editrice La Zisa ha gia' pubblicato "Quello che non capivo" e "Nancy, tra sacro e profano".


23 luglio 2009

LIBRI: «L'ULTIMA NOTTE PRIMA DELLA FINE DEL MONDO» DI MAZZONE
VOLANO VERSO L'EPICA QUEI PERSONAGGI DA TEATRO GROTTESCO

SARTI, BARISTI E BOTIEGAIE IN UN'AURA DA MITO METROPOLITANO

Dove si trova il Viale (con la maiuscola, come ogni microcosmo letterario) che appare nel prologo fluente da narrativa latino-americana? Il prologo, intendiamo, del libro di Giuseppe Mazzone L'ultima notte prima della fine del mondo, edito da La Zisa, dove il Viale appare come un universo a parte allungatosi nel tempo, simile a una pianta rampicante. Nel punto in cui quell'universo sembra spegnersi su uno snodo di autostrade, in realtà continua in una propaggine più grigia che però palpita di personaggi e vicende quotidiane. Ina ha una botteguccia piena di barattoli dalla quale si esce odoranti di formaggio, acciughe e conserva. Il sarto anarchico Amedeo vive di ricordi e interessi postali dei tempi d'oro, circondato da una piccola corte alla quale appartiene Ferdinando, ottantenne declamatore di versi, che farà un involontario regalo post mortem allo spazzino Hemingway. Lupo ha investito in un bar i risparmi accumulati girando il mondo come capitano di lungo corso, mentre Violetta, che ha lasciato l'università per ago, filo e orli, rivelerà una mano fatata per i ricami nuziali e i prelevamenti bancari. Gli indizi disseminati nel libro suggeriscono che il tempo in cui i personaggi vivono è quello di fine Novecento, mentre sa di mistero la città siciliana che li accoglie con i suoi borghi di pescatori, le sue ville liberty scampate agli assalti degli anni Settanta, le sue frazioni che si chiamano Monte Mozzato e Loco Tripudio. In questo luogo Mazzone conduce il suo teatro grottesco e popoloso fino al confine del nulla, là dove soltanto Lupo e Violetta faranno il grande salto. Lungo la strada che arriva a questo limite, l'autore ci accompagna con una prosa che presta alla realtà minuta le ali per volare verso l'epica. ('GCI')


21 luglio 2009

BORIS GIULIANO, IL SEGUGIO CHE SCOPRÌ LA PIZZA CONNECTION

(...) Di Boris Giuliano scriveva il Consigliere istruttore Rocco Chinnici, una testimonianza che possiamo leggere in un libretto postumo edito nel 1990 da La Zisa e intitolato L´illegalità protetta. Un piccolo libro che riesce a darci la misura di quanto tragica sia la storia di questi nostri ultimi decenni: la prefazione è firmata da Paolo Borsellino. Il giudice scrive del pool antimafia e di come Chinnici «uno per uno ci scelse»; poi indugia su Falcone, in quel momento «vittima fortunatamente scampata» a un attentato dell´Addaura. Per Borsellino, il pool dei magistrati si oppone alla «inerzia investigativa del precedente decennio», Chinnici reagisce alla palude.

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16 luglio 2009


8 luglio 2009

IL POLIZIOTTO CON LA PENNA E BLUES LIVE


Questa sera alle 21, a Villa Filippina (piazza San Francesco di Paola) Piergiorgio Di Cara presenta Una vincita maledetta, edito da La Zisa, primo romanzo di Peppe Striano, poliziotto e bluesman. La storia di tre destini intrecciati, spinti sempre oltre i limiti: Fred, bluesman buongustaio, rhum & nicotina; Omar, poliziotto fuori dalle righe; Sofia, insegnante annoiata, donna inquieta. Un noir in piena regola scritto da Striano, impegnato da quasi dieci anni in delicati compiti investigativi nella Polizia di Stato.
Seguirà un concerto della band blues Stoneblreakers.
Ingresso gratuito.


5 luglio 2009


4 luglio 2009

LIBRI: 'UNA VINCITA MALEDETTA' DI PEPPE STRIANO PREFAZIONE DI PIERGIORGIO DI CARA

Roma, 4 lug. - (Adnkronos) - E' in libreria "Una vincita maledetta", di Peppe Striano con la prefazione di Piergiorgio Di Cara, secondo il quale il libro e' «Una storia indiavolata come un blues. Strade di fuoco. Ritmi incalzanti. Un noir puro, distillato, come un rhum della migliore marca» .Tre personaggi, tre destini intrecciati, tre vite diverse ma in un qualche modo uguali, spinte sempre oltre i limiti .Fred, un blues-man buon gustaio, Rhum&Nicotina, donne e serate esagerate, che non si fa mancare neanche il brivido estremo della Roulette Russa. Omar, poliziotto sempre "fuori dalle righe", con tanta voglia di riconquistare un rapporto perduto. Sofia, annoiata insegnante di lingue straniere, splendida, inquieta donna alla ricerca spasmodica di "non sa che cosa". Il poliziotto organizza un piano e coinvolge, con l'arma del ricatto, Fred e Sofia nel tentativo di mettere le mani su un grosso bottino, di quelli che cambiano la vita. Ma il destino mescola bene le sue carte: in un susseguirsi di colpi di scena sulle strade di New York e Las Vegas, Fred e Sofia si innamorano e scoprono che Ornar ha teso loro una trappola. Non meno furbi dell'astuto poliziotto, riescono, a loro volta a "fregarlo". Ma il destino beffardo ha in serbo una triste sorpresa anche per loro. Peppe Striano nasce a Napoli nel 1974. Conseguita la maturita', si arruola nella Polizia di Stato e dopo due anni lascia la sua citta' per lavorare alle Scorte in una Palermo in piena rinascita. Chitarrista, cultore del blues e curioso della vita, ha "inseguito" le sue passioni in giro per il mondo. Vive tuttora a Palermo dove e' impegnato da quasi dieci anni in delicate operazioni di polizia investigativa. (Clt/Ct/Adnkronos)


2 luglio 2009

L’ULTIMA NOTTE PRIMA DELLA FINE DEL MONDO, IL NUOVO LIBRO DI GIUSEPPE MAZZONE

L’ultima notte prima della fine del mondo è il titolo del secondo romanzo di Giuseppe Mazzone, giornalista e scrittore, già autore di “Via dei destini sparsi” e di vari script teatrali (”Giornata”, “Sì, Di Giovanni!“, “Belvedere“, solo per citarne alcuni). Edito da La Zisa di Palermo, si tratta di una storia ricca di personaggi: un barista eccentrico e creativo, una inquieta e talentuosa ricamatrice, una vaporosa commessa di lavanderia, un netturbino che somiglia ad Hemingway, due amiconi sempre in giro intenti a cogliere il senso della vita, un sarto verseggiatore, un ottantenne in palandrana, una modista mancata, la robusta titolare della lavanderia, una misteriosa ginecologa dal passato da dimenticare. Le loro vicende si incrociano, assieme a tante altre, in un tratto di viale di una altrettanto misteriosa e sotterranea città siciliana, ultimo promontorio conosciuto prima dell’incerto, della voragine del vuoto. Storie di eroicità quotidiana che nessuno osa più raccontare, di sentimenti, amori e perfino morti, immerse in una nuvola di epicità assoluta. In merito al romanzo e allo stile del “filosofo prestato al giornalismo”, Corrado Cartia sul settimanale siracusano I fatti della domenica ha scritto: “Il respiro è, per Mazzone, come l’acqua di un fiume, come un papiro, come un pezzo di lava, tutto è materia e come tale va vissuta, seppur filosifocamente , come una pietra fisofale che detta il destino. “Aurora, Aurora, sei bella come il sole del mattino…”, qui Mazzone è Mazzone, è poeta e ricorda quel Ferdinando di Ortigia che decantava alla Luna, così come, semplicemente, vorrebbe “baciare come non ho mai baciato”, oppure sentire “la freschezza della tua natura”, insomma, in quel cortile, Amedeo fa incontri d’altri tempi, rievoca”. Mentre sulla trama, Domenico Calabrò de’ La Gazzetta del Sud ha stillato che “In questo intreccio di umori e caratteri, di colori ed odori, si sviluppano avvenimenti memorabili narrati col tocco della normalità, ed eventi banali, od apparentemente tali, toccati dalle cifre della epicità. Non li sveleremo, ci mancherebbe perché si perderebbe il gusto di una narrazione che procede per sbalzi e che sorprende ad ogni pagina fino al disvelamento finale, inatteso e sbeffeggiante, lirico e solenne”.



28 giugno 2009

LIBRI: ESCE 'MONTELEPRE, IL DOPOGUERRA E I MISTERI DI GIULIANO'

Roma, 28 giu. - Esce per le edizioni La Zisa 'Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano'. Un libro di Salvatore Badalamenti, nato e cresciuto a Montelepre. Attualmente vive a Palermo e lavora nella segreteria di una scuola statale. Dal 1980 al 1985 e' stato Consigliere comunale del comune di Montelepre al quale l'autore dedica il suo lavoro.
Il libro traccia la storia di Salvatore Giuliano che dal 1943 al 1950, anno della sua morte, Salvatore Giuliano e' stato un protagonista di assoluto rilievo del banditismo siciliano. Tra le decine di delitti che gli sono stati attribuiti, spicca la strage di Portella della Ginestra del I maggio 1947, di cui ancora oggi non si conoscono i mandanti e i favoreggiatori. Ma, vittima inconsapevole della sua trista fama, e' anche Montelepre, il piccolo e povero comune in provincia di Palermo che gli ha dato i natali.


28 giugno 2009

LIBRI: ESCE 'MONTELEPRE, IL DOPOGUERRA E I MISTERI DI GIULIANO'

Roma, 28 giu. - Esce per le edizioni La Zisa 'Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano'. Un libro di Salvatore Badalamenti, nato e cresciuto a Montelepre. Attualmente vive a Palermo e lavora nella segreteria di una scuola statale. Dal 1980 al 1985 e' stato Consigliere comunale del comune di Montelepre al quale l'autore dedica il suo lavoro.
Il libro traccia la storia di Salvatore Giuliano che dal 1943 al 1950, anno della sua morte, Salvatore Giuliano e' stato un protagonista di assoluto rilievo del banditismo siciliano. Tra le decine di delitti che gli sono stati attribuiti, spicca la strage di Portella della Ginestra del I maggio 1947, di cui ancora oggi non si conoscono i mandanti e i favoreggiatori. Ma, vittima inconsapevole della sua trista fama, e' anche Montelepre, il piccolo e povero comune in provincia di Palermo che gli ha dato i natali.


26 giugno 2009

LIBRI: ESCE 'MONTELEPRE, IL DOPOGUERRA E I MISTERI DI GIULIANO'

Roma, 26 giu. - Esce per le edizioni La Zisa 'Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano'. Un libro di Salvatore Badalamenti, nato e cresciuto a Montelepre. Attualmente vive a Palermo e lavora nella segreteria di una scuola statale. Dal 1980 al 1985 e' stato Consigliere comunale del comune di Montelepre al quale l'autore dedica il suo lavoro.
Il libro traccia la storia di Salvatore Giuliano che dal 1943 al 1950, anno della sua morte, Salvatore Giuliano e' stato un protagonista di assoluto rilievo del banditismo siciliano. Tra le decine di delitti che gli sono stati attribuiti, spicca la strage di Portella della Ginestra del I maggio 1947, di cui ancora oggi non si conoscono i mandanti e i favoreggiatori. Ma, vittima inconsapevole della sua trista fama, e' anche Montelepre, il piccolo e povero comune in provincia di Palermo che gli ha dato i natali.


25 giugno 2009

FEDERICO SUPERSTAR - Il boom letterario del sovrano

di TANO GULLO

Le critiche degli storici non scalfiscono il fascino dell´imperatore che continua a ispirare romanzi e saggi: una sorta di fabbrica del mito che alimenta la dimensione di divo del medioevo, con tanto di gossip La sfida al papa, la corte illuminata e la favola del gemello segreto: così emerge il primo mago della comunicazione politica Leda Melluso immagina un amore con la figlia dell´emiro nemico Marco Brando fa una mappa della sua popolarità Persino la presenza di altri resti nel sarcofago conservato in cattedrale produce una celebrazione con il ritmo del giallo Federico lo svevo, superstar dell´antichità, al pari di Giulio Cesare, Carlo Magno e compagnia, continua a godere di una fortuna editoriale che resiste anche a quel ridimensionamento storico del personaggio avviato da Francesco Renda. Decine di libri a lui dedicati ogni anno stipano i banconi delle librerie e convegni gli vengono dedicati in ogni parte del mondo. Un trionfo, anche sul web che non conosce limiti e confini. Per la verità la narrativa ondeggia tra apologia e demitizzazione. E fa muovere il nipote del Barbarossa in diversi contesti e con diverse personalità. Uno degli ultimi romanzi che lo prende a modello è "La ragazza dal volto d´ambra", di Leda Meluso, una docente in pensione che mette la sua passione per la storia al servizio della narrativa. Personaggi e vicende reali vengono abilmente mescolate in un feuilleton che ricorda i complicati intrecci di Luigi Natoli, autore capostipite della genia dei "Beati Paoli". Tra l´altro proprio Natoli è stato il primo autore del Novecento a scrivere un romanzo popolare su Federico II. Ecco la trama congegnata dalla Melluso: Amina, figlia del più acerrimo nemico dell´imperatore, l´emiro della Sicilia Muhammad ibn ‘Abdad, è amica d´infanzia di Federico, dai tempi in cui il moccioso regnante scorrazzava per i vicoli e i campi attorno al Palazzo reale. La ragazza ama da sempre il suo ex compagno di giochi ma sa che il destino la costringe a essergli nemica. Così, mentre il padre guerreggia con i normanni asserragliato in una fortezza del monte Entella, la fanciulla si introduce a corte come danzatrice del ventre, irretisce sua maestà e in una notte d´amore dalle conturbanti suggestioni orientali rimane incinta. Nasconde il suo segreto e riprende la sua vita di nemica, convinta che quel figlio sarà la merce di scambio per una pace che rimetta armonia tra musulmani e cristiani. Non sarà così, la vita è crudele anche, e soprattutto, nelle invenzioni letterarie; finisce male, che più male non si può. Federico vince ma il prezzo che paga è l´inaridimento di ogni sentimento. Un po´ quel che gli accade nella vita reale, in cui assiste quasi con distacco a una sorta di carneficina di tutti i suoi cari. Questa tramatura rientra in una cornice più complessa in cui lo "Stupor mundi" è figlio della moglie di un umile beccaio. Quel giorno a Jesi il parto di Costanza fu solo una simulazione. La suddita mise al mondo due gemelli e uno fu "donato" all´imperatrice. Tempo dopo, a causa dell´incrudelimento di Federico, un gruppo di nobili ordiscono una congiura per svezzare il gemello, di nome Rinaldo e sostituirlo all´imperatore fuori controllo. La scia di sangue è così garantita. Per la goduria di lettori amanti del "grand guignol". Il pregio de "La ragazza dal volto d´ambra" (Edizioni Piemme, 360 pagine, 17,50 euro) non è certo la trama, né tantomeno la scrittura, a tratti semplicistica e farcita di quei luoghi comuni che fanno la fortuna di questo genere letterario. L´aspetto più appassionante è infatti la ricostruzione di quel contesto, la corte, la guerra, i poeti della scuola siciliana, la vita nei quartieri popolari, lo scontro tra papa e imperatore per l´annosa questione della crociata che il primo vuole con urgenza e che il secondo rinvia "sine die". Le descrizioni accurate, fin dai menu, ci fanno poi toccare con mano il Milleduecento. Personaggi reali (come Pier delle Vigne, abile tessitore, travolto anche lui dalla disgrazia, l´arcivescovo Berardo, il medico Andrea Filangeri, uno stuolo di poeti e Michele Scoto, scienziato, astrologo, fissato con la pietra filosofale, ammaliatore e cialtrone), convivono con Amina e altri comprimari usciti dal cilindro della Melluso. Un altro elemento interessante che qui e là affiora in ogni libro dedicato al sovrano, è la sua abilità come promotore di sé. Si può dire che Federico sia stato il primo mago della comunicazione politica. Alla costruzione della sua immagine lavorano fior di intellettuali, scribi ed esperti in vari rami dello scibile. Ogni suo passo era preceduto dai cerimonieri e accompagnato dalle personalità più significative della corte. Mentre musici e ballerini si premurano di allietare amici, alleati e cortigiani. Un po´ come accade ai nostri giorni a Villa Certosa, a Palazzo Grazioli e dintorni. Come dire che ha anticipato di secoli e secoli la società dello spettacolo oggi tanto in auge. Questo aspetto viene indagato in chiave scientifica dal saggio di Marco Brando "Lo strano caso di Federico II di Svevia", che ha significativamente per sottotitolo "Un mito medievale nella cultura di massa". L´autore tra l´altro fa una mappatura della popolarità del normanno. Idolatrato in Puglia - dove il suo nome viene dato a strade, piazze, centri culturali e perfino discoteche e paninerie - abbastanza rispettato in Sicilia, ignorato in Germania per l´antica guerra con i principi teutonici (anche se negli ultimi tempi c´è una riscoperta dello Stupor mundi" grazie anche al libro di Ernst Kantorowicz "Federico II imperatore"), odiato quanto basta nella Padania, nemica del Barbarossa e di ogni suo successore. Queste caratteristiche fanno capolino in tutti i libri, che quasi quasi fanno a gara nel cogliere curiosità e gossip della dimensione privata del protagonista. Nel volume "Lo stupore del mondo" di Cinzia Tani (Mondadori) ritorna il "giochino" dei due gemelli. Federico è al centro di una girandola di personaggi che fa muovere a piacimento. Così Pietro, Matteo, Flora, Rashid sono spinti a congiungersi, scontrarsi, inseguirsi, amarsi e tradirsi in una escalation di passioni. Intrigante e interessante dal punto di vista linguistico. Ne "La sposa normanna" di Carla Maria Russo (Piemme), Federico esiste in quanto figlio di Costanza, donna fragile e bella, costretta a combattere nemici potentissimi per salvaguardare il trono all´erede. La controversia con il papa Innocenzo IV, la diatriba tra etica religiosa e pensiero laico, sono i binari in cui si incanala il romanzo di Valeria Montaldo "Il manoscritto dell´imperatore" (Rizzoli). Gran merito del libro è che induce a riflettere sui nostri tempi, in cui lo sconfinamento della religione insidia il primo caposaldo di ogni stato democratico: la laicità. È comunque curioso che queste tematiche importanti ruotino intorno a un trattato sulla falconeria scritto da Federico e sparino tra il sangue di una battaglia. L´infanzia dello scavezzacollo nella casbah palermitana viene descritta da Maria Bordihn ne "Il falco di Svevia". Uno dei personaggi del romanzo è l´arcivescovo Berardo che ha l´ingrato compito di educare al comando il giovane regnante rimasto orfano ad appena quattro anni. La Garzanti, tra le grandi case editrici, scende in lizza con "La vergine napoletana" di Giuseppe Perediali, che tra dame e cavalieri, fa una rincorsa verso gli ultimi eredi del grande svevo. Anche la riapertura della tomba di Federico nella cattedrale di Palermo qualche anno fa, ha la sua celebrazione cartacea. La descrive l´archeologo e storico Matteo Valentino nel suo "Il sarcofago dell´imperatore" (Edizioni La Zisa). Un libro che indaga su Federico e sugli altri due corpi compagni di morte, con il ritmo del giallo. Forse il libro più intrigante sull´eroe del Duecento l´avrebbe potuto scrivere Robert Louis Stevenson, autore del mitico "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde", aduso com´era a indagare sugli sdoppiamenti. La storia ci consegna, infatti, un Federico, "posseduto" da tante personalità incompatibili. Uno, nessuno e centomila. E allora qui forse ci sarebbe voluto Pirandello.



11 giugno 2009


24 maggio 2009


16 maggio 2009

NEL RECENTE ROMANZO DI GIUSEPPE MAZZONE “L’ULAIMA NOTTE PRIMA DELLA FINE DEL MONDO” LA MESSINA FANTASMAGORICA SCRUTATA DALL’OBLO’

di Domenico Calabrò

E’ “ripercorsa col metro dell’oblio, guardata col verso dell’oblò” la Messina fantasmagorica e lunatica, misteriosa e magmatica protagonista del nuovo romanzo di Giuseppe Mazzone dall’altrettanto misterioso titolo: “L’ultima notte prima della fine del mondo”, da poco edito per la casa editrice palermitana “La Zisa” . Perché l’autore non lo scrive neanche in un passaggio sbilenco, chissà se per pudore oppure per voglia di universalizzare, ma è proprio Messina la vera protagonista di questo romanzo. Una città profondamente vissuta da Mazzone che qui operò nella seconda metà degli anni ottanta come capocronista del “Giornale di Sicilia”, ma completamente trasformata e trasfigurata dalla fantasia di uno degli scrittori siciliani più innovativi e sorprendenti, fuori da ogni schema e genere. Mazzone reinventa un tratto di viale, quello “dimenticato” ed abbandonato, che press’a poco dalla sua descrizione assomiglia al segmento verso Villa Dante. E qui impianta i suoi personaggi e li fa muovere, incontrare, amare, odiare: qualcuno tratto certamente dalla realtà, ma sempre ridipinto alla maniera dell’amatissimo Chagall, che pure fa capolino in un impensabile tratto di strada. Si muovono dunque questi personaggi sul filo dell’epicità quotidiana, dell’eroicità che rende ognuno di noi unico ed ogni momento della nostra vita irripetibile. Eccoli: un barista eccentrico e creativo, una inquieta e talentuosa ricamatrice, una vaporosa commessa di lavanderia, un netturbino che assomiglia ad Hemingway, due amiconi itineranti in cerca del senso della vita, un sarto verseggiatore, un ottantenne in sahariana, una modista mancata, una monumentale titolare della lavanderia, una ginecologa dal passato da dimenticare. Ed altri ancora, schizzati di passaggio o che vanno e vengono come il popolare cameramen di una improbabile, ma non troppo, emittente locale dal magniloquente nome di “International-video city”, o i rubicondi e paonazzi fornai dei cornetti caldi delle quattro del mattino, oppure ancora un giornalaio estroso appassionato della pittura contemporanea. In questo intreccio di umori e caratteri, di colori ed odori, si sviluppano avvenimenti memorabili narrati col tocco della normalità, ed eventi banali, od apparentemente tali, toccati dalle cifre della epicità. Non li sveleremo, ci mancherebbe perché si perderebbe il gusto di una narrazione che procede per sbalzi e che sorprende ad ogni pagina fino al disvelamento finale, inatteso e sbeffeggiante, lirico e solenne. Ma è il tocco, l’atmosfera in cui Mazzone ci immerge il segreto più profondo, attraverso una narrazione a cerchi che s’allarga come l’universo in espansione, prima o poi lo scatenamento del big-bang. Uno stile “pirotecnico”- da drammaturgo fra i più rappresentati come Mazzone stesso ironizza “nei sottoscala dell’avanguardia siciliana, che non esiste” – ed a tratti esilarante, dissacrante e lieve, intenso ed avvolgente. Una umanità in bilico sul filo del rasoio che preferisce attestarsi sull’ultimo promontorio noto prima dell’inconoscibile, e che quando è travolta da avvenimenti più grandi od inattesi – che pure nel romanzo si manifestano, eccome !- si rifugiano nel silenzio o nell’ironia. Tutti avvolti dalla visione rassicurante ed inquietante dello Mare dello Stretto, insostituibile scenario per chi qui vive od ha vissuto, talmente reale da sembrare metafisico. “In Sicilia – ci svela Mazzone – ci sono solo due città veramente col mare: Messina e Siracusa. Palermo e Catania no: l’hanno ripudiato e si sono allontanate. Devi andarlo a cercare, altrimenti rischi di non vederlo mai”. E il mare e il vento dello Stretto penetrano in quei palazzi “denominati isolati” che assomigliano a navi traghetto pronte per salpare e trasportare questa umanità dolente e combattiva, orgogliosa e romantica dall’altra parte del mondo, o dell’universo.



10 maggio 2009

«L'ULTIMA NOTTE PRIMA DELLA FINE DEL MONDO» DI GIUSEPPE MAZZONE
TRA I VECCHI CIVITOTI E I NUOVI PARVENU

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5 maggio 2009

PASSIONI E DOLORI
LE POESIE DELLA LA CORTE SUGLI ATTI IMPURI

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1 maggio 2009

STORIE. GIUEPPE MAZZONE E LA CITTA' DEGLI ANNI '80
MESSINA IMMAGINARIA

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1 maggio 2009

UN ROMANZO SUGLI SVEVI IN SICILIA
IL SARCOFAGO DI FEDERICO MISTERO CHE DURA NEL TEMPO

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1 maggio 2009

UNA RACCOLTA DI RACCONTI DESTINATI AI BAMBINI, MA NON SOLO PER LA LETTURA IL CASTELLO INVISIBILE E ALTRE STORIE DA RACCONTARE

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25 aprile 2009


25 marzo 2009


1 marzo 2009

L'ULTIMA NOTTE PRIMA DELLA FINE DEL MONDO

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27 febbraio 2009


1 febbraio 2009


1 febbraio 2009


1 gennaio 2009


1 novembre 2008

BENTORNATO UMORISMO
di Luigi Gianfranco Consiglio

Tra i nuovi arrivi in libreria, i "Racconti senza rispetto" sono una serie di topos ironici contro certi modi di vivere degli italiani e verso le istituzioni.


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1 novembre 2008

UOMINI, EROI E DEI ERRANTI NEL TEMPO

di Alessandra Muschella

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24 ottobre 2008

UNA SINGOLARE RICOGNIZIONE STUDIARE LA MAFIA COMINCIANDO DAL LESSICO

Le parole della mafia. I protagonisti, le opere, la legislazione*, con prefazione di Giuseppe Lumia, volume nato dalla penna di Rosario Mancino è un efficace strumento per chi, con coscienza e consapevolezza critica, volesse approcciarsi all’evoluzione storica delle organizzazioni mafiose, alla loro complessità strutturale e alle misure legislative adottate dalle Istituzioni per limitarne la diffusione e la penetrazione nella società.

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3 ottobre 2008

NELLE LIBRERIE ESCE
"LA RAGAZZA DI JIMMY" DI AGATA SCIOLINO

Lunedi' 6 ottobre uscira' nelle librerie La ragazza di Jimmy, di Agata Sciolino. Un racconto al femminile, pregnato da sentimenti d'amore e d'amicizia nella loro piu' pura accezione. I destini di due giovani donne, in partenza da una Londra nebulosa che non soddisfa le loro aspettative, si incrociano e si intersecano nella caotica New York degli anni '90. Forti e volitive, le due figure protagoniste scopriranno insieme il coraggio di affrontare sfide professionali parallele destinate entrambe al successo. Unite dalla passione per l'arte e dalla volonta' di affermarsi, pagheranno pegno per storie sentimentali e familiari controverse che inaspettatamente scoperchieranno un abisso di dubbi, sospetti e paure. L'amore raccontato in tutte le sue sfaccettature da due diverse prospettive, ma con un unico fronte comune: quando e' vero, e' per la vita. Agata Sciolino, nata a Palermo nel1971, svolge attivita' giornalistica dal 1989. Questo e' il suo secondo romanzo.



1 ottobre 2008

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