Edizioni La Zisa

Cerca

Vai ai contenuti

Rass. stampa_02

15 gennaio 2008 - 14 novembre 2007


15 gennaio 2008

SOLE 24 ORE: IN UN LIBRO LA SFIDA DI AMADORE AGLI ORDINI PROFESSIONALI

(9Colonne) Roma, 15 gen - Il Sole 24 Ore pubblica oggi un' inchiesta del suo redattore di Palermo, Nino Amadore, che ha seguito la rivolta degli imprenditori siciliani contro il racket e che sabato scorso si è visto l'auto danneggiata. Un avvertimento mafioso cui è seguita la busta con dei proiettili inviata al direttore del quotidiano di Confindustria, Ferruccio De Bortoli. "Sicilia, racket da un miliardo. La media ponderata per azienda è di circa 600 euro al mese" si legge nell'articolo di Amadore che è presente anche nelle librerie con il libro "La Zona grigia. Professionisti al servizio della mafia", edito dalla casa editrice palermitana La Zisa, che cerca di cogliere i contorni delle collusioni e di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. Amadore fornisce così per la prima volta dei dati che non ha, sottolinea, nemmeno la Direzione nazionale antimafia e la Commissione parlamentare Antimafi: in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. Il libro denuncia che sono i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, ad avere più di tutti fornito i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi. Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri e architetti. Insomma quel mondo che, attraverso il supporto tecnico, assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attività criminali. Temi ancora di recente sollevati nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e ribaditi più volte dal capo della Direzione nazionale antimafia Pietro Grasso. "Gli Ordini professionali - sottolinea Amadore - hanno un ruolo importante nella nostra società. Ecco perché io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici , potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosca possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti". (Grm) 151155 GEN 08


17 gennaio 2008

INTIMIDAZIONI AL GIORNALISTA NINO AMADORE

di Stefano Fantino

«Sono cose che ti fanno riflettere. Io sono abituato a parlare di una certa cosa quando ho la certezza di cosa sia. Ma rimane una situazione per nulla bella». Ecco le parole di Nino Amadore, giornalista del Sole 24 Ore Palermo, dopo l’intimidazione subita lo scorso weekend mentre si trovava ad Agrigento. Nino la mattina di sabato lascia l’albergo dove ha pernottato, nell’agrigentino. La sera prima il giornalista ha presentato il suo libro “La zona grigia. Professionisti al servizio della mafia”, edizione aggiornata rispetto a quella uscita lo scorso anno; lo ha fatto in una conferenza organizzata da Assostampa, davanti a molte persone interessate. Interesse non rivolto solo al suo manoscritto a quanto pare. Infatti durante la mattinata, prima di partire alla volta di Palermo, il giornalista scopre la sua macchina con la fiancata rigata da un punteruolo e una gomma anteriore sgonfiata completamente. Con molta probabilità un avvertimento. Forse proprio per quel libro che ha presentato da poco nel capoluogo di provincia siciliano. Vicenda sicuramente importante alla luce di quello che sta accadendo nel giornalismo italiano, relativamente al quotidiano Il Sole 24 ore. Infatti è impossibile non pensare anche alle minacce che il suo direttore Ferruccio De Bortoli ha ricevuto in questi giorni: due proiettili recapitati in una busta con riferimento all’inchiesta che il giornalista Roberto Galullo ha portato avanti sull’Ndrangheta. Il giornalista palermitano ha prodotto una dura denuncia con il suo libro, dove analizzi i rapporti e le responsabilità degli ordini professionali nel coprire le latitanze dei mafiosi, comportamenti che ne garantiscono la vita e l'impunità. La sua presentazione agrigentina ha scosso una provincia complicata come afferma lo stesso Amadore, che in questi giorni sta raccogliendo insieme al suo direttore la solidarietà dei colleghi e della società civile: « Il tutto è accaduto in una provincia come Agrigento, molto complessa dove permane un senso mafioso molto forte, per questo non vivo con tranquillità la situazione particolarmente spiacevole. Tuttavia mi sento di ringraziare i colleghi per la solidarietà mostrata».


3 gennaio 2008

Quel 2 febbraio maledetto Il libro. L’istant book sulla morte dell’ispettore Raciti firmato Rosario Naimo

di ANTONIO FIASCONARO

La pagina più nera del calcio italiano in «2 febbraio», l’instant-book (La Zisa, pp.96 euro 10) con cui il giornalista Rosario Naimo racconta il prima, il durante e il dopo della tragica sera del derby Catania-Palermo. E’ un racconto a ritroso che parte dal 2 settembre, giorno in cui il Massimino ha riaperto le porte dopo la lunga squalifica: gli stessi luoghi, oggi trasformati da barriere prefiltraggio e tornelli in nome della sicurezza, che non possono non rievocare quanto accaduto sette mesi prima. La sera in cui la purezza e la gioia del calcio sono stati trasformati in tragedia per colpa della stupida atrocità di centinaia di irresponsabili. Dai perché di un bambino di 4 anni - Edoardo, il figlio dell’autore - l’input per mettere nero su bianco quella che è diventata «la tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c’entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere lì a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che ha lasciato una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l’hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno. Tragedia di amici, e colleghi. Di una citta’ e una regione. Di un Paese». La vigilia per un derby che doveva mostrare al mondo la "faccia pulita" del calcio dopo "Moggiopoli". Il racconto vero di quanto vissuto ma anche attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, internazionali, nazionali e regionali, i resoconti della tv e delle radio, i ricordi di chi quel pomeriggio c’era e si ritiene un miracolato per essere sopravvissuto; le parole di Marisa Grasso, vedova dell’ispettore, e il dopo: le accuse, i marcia indietro e i provvedimenti. La situazione oggi. Non un manuale per sconfiggere la piaga, ma un mezzo per riflettere. Un modo per far sì che il «2 febbraio » venga scolpito nella memoria di chi frequenta lo stadio e che possa prendere coscienza affinché il calcio torni ad essere e a dare gioia.



3 gennaio 2008

SETTANTA ANNI DI SEGRETI DEL BALLO DELLA CORDELLA A PETRALIA SOTTANA

leggi l'articolo


2 gennaio 2008

EDITORIA, IN CHIESA VALDESE PRESENTAZIONE LIBRO SU CATTOLICESIMO

Palermo, 02 GEN (Velino) - La Chiesa evangelica valdese di Riesi (Caltanissetta), nell'ambito delle serate pubbliche socio-culturali e teologiche, sabato 12 gennaio alle 18, presso il tempio della Chiesa Valdese, presentera' il volume La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo del giornalista Davide Romano, edito dalla casa editrice La Zisa. Introduzione a cura del pastore Armando Casarella. Presiedera' Francesco L'Abbate. L'autore, che prendera' parte all'iniziativa, affrontera' in particolare problemi di grande attualita' che sono l'argomento del suo volume: Chiesa cattolica e potere politico (in particolare nelle sue degenerazioni eversive, neofasciste e xenofobe); Chiesa e fenomeno mafioso; Chiesa e liberta' individuali; e Chiesa e sessualita'. Nel corso della serata verranno letti dei brani della Bibbia. (com/ban)



2 gennaio 2008

Opinioni & Commenti
Tuttifrurri


di Gian Antonio Stella

IL DISORDINE CHE FA COMODO AGLI ORDINI

A cosa servono gli Ordini se non tengono ordine tra i loro iscritti, pretendendo il rispetto delle regole deontologiche? Era una domanda lecita dopo la scelta dell'Ordine degli Avvocati di non muover foglia contro i neo-colleghi imputati della truffa all'esame di Catanzaro, quando copiarono in 2.295 su 2.301 lo stesso tema. E legittima dopo la scoperta che l'Ordine dei Medici non si era mai accorto (in venti anni!) che Girolamo Sirchia aveva al Policlinico una segretaria pagata non dall'ospedale ma da un'industria farmaceutica fornitrice. Ma è una domanda obbligata oggi dopo la lettura di La zona grigia / Professionisti al servizio della mafia edizioni «La Zisa». In cui Nino Amadore, del Sole 24 Ore, ricostruisce le ambiguità e i silenzi dei vari Ordini nei confronti degli associati coinvolti in faccende di mafia, camorra, 'ndrangheta. Colletti bianchi che, a sentire il presidente di Cassazione Gaetano Nicastro, sono indispensabili ai criminali: «Cosa Nostra gode purtroppo di una vasta rete di fiancheggiatori nell'ambito di una certa borghesia mafiosa, fatta di tecnici, di professionisti, di imprenditori, di esponenti politici e della burocrazia». Come potrebbero certi padrini potentissimi ma semi- analfabeti investire nell'edilizia in Lussemburgo, nell'acquisto di un pacchetto azionario alle Cayman o nell'acquisto di 12 miliardi di metri cubi di gas dall'azienda ucraina Revne per «un valore di mercato di tre miliardi di euro» senza «un'accorta analisi fatta da gente preparata, che conosce i mercati »? Come potrebbero appropriarsi degli appalti pubblici senza la complicità di architetti, ingegneri, commercialisti, funzionari regionali e comunali ben decisi a regolarsi sul loro lavoro come le tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano? Amadore ricorda, tra gli altri, il caso del tributarista coinvolto nell'«operazione Occidente » che vide l'arresto di 46 persone appartenenti in parte al giro di Salvatore Lo Piccolo. «Accusato di aver riciclato il denaro delle 10 famiglie mafiose si è difeso: "Ho solo fatto il mio lavoro di consulente, di certo non vado a chiedere la fedina penale di tutti i miei clienti". » Tema: i suoi «probiviri» non han niente da dire? Sempre lì torniamo: «quando» un Ordine può intervenire? Nel caso del processo per il riciclaggio del «tesoro » (stima: 150 milioni di euro) di Vito Ciancimino, il libro segnala come i professionisti condannati siano stati due: il tributarista palermitano Gianni Lapis e l'avvocato internazionalista romano Giorgio Ghiron. Cinque anni e 4 mesi a testa. Ma se Lapis è stato subito sospeso dall'Ordine di Palermo, Ghiron risulta, molti mesi dopo la sentenza, ancora al suo posto. O così dice il sito dell'Ordine di Roma. Come mai? Il destino personale dell'uomo, va da sé, non c'entra: se è innocente lo dimostrerà in Appello. Auguri. Ma resta il tema: perché, come sostiene il presidente dell'Ordine dei Medici Annibale Bianco, un Ordine dovrebbe attendere la sentenza in Cassazione per censurare un iscritto? Che ce ne facciamo di una sanzione supplementare se c'è già una sentenza che magari espelle il condannato dalla professione? Se un Ordine non serve a tenere ordine «al di là» degli iter giudiziari, a cosa serve? A organizzare belle cene in compagnia?


vedi articolo


29 dicembre 2007


29 novembre 2007


28 dicembre 2007


20 dicembre 2007

PALERMO, STORIE MINIME DI EMARGINAZIONE NELLA ''CITTÀ OPULENTA''

Un libro del giornalista Davide Romano racconta le vite disperate ai margini della realtà palermitana. Tra i personaggi: un mendicante, un eremita, un giovane alle prese con la mafia. Domani la presentazione Palermo - Storie minime. Storie di uomini giudicati ''minori'' nelle pagine dei giornali, fatti che meritano lo spazio di una ''breve'', ma che per il giornalista Davide Romano diventano invece spunto e materia per un libro, intitolato ''Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana''. Edito da "La Zisa” e con la prefazione di Diego Novelli, il volume racconta gli emarginati di Palermo, con le loro vite sconosciute che possono diventare note quando - per disperazione o violenza repressa - si macchiano di qualche crimine. La presentazione del volume “Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana” è prevista domani alle 18, presso la sede dell'associazione “L"Incrocio” di via Volturno 22, a Palermo. Introdurrà Jessica Morris, pastore della Chiesa del Nazareno di Palermo. Presenterà Giuseppe Renda dell’associazione L’Incrocio. Interverrà Maria Teresa de Sanctis, scrittrice e attrice che leggerà alcuni brani del libro. Sarà presente l’autore. Davide Romano ha tratto dalla cronaca degli ultimi cinque anni, pubblicata su varie testate, vicende che fotografano una realtà, quella palermitana, nelle sue luci e ombre, ''per ricordare ai disattenti - dice - che insieme alle vetrine illuminate ci sono anche zone estese di colpevole abbandono morale e materiale'', segmenti di vita vissuta che commuovono e irritano contemporaneamente. Fra le storie raccontate dall’autore in una cornice siciliana dove il tempo sembra si sia fermato emergono due innamorati che da soli riescono a parlarsi solo al citofono, un ragazzo che impara a scolpire e a modellare con il solo braccio sinistro in seguito a un incidente, un eremita che vive sulle Madonie e riproduce quasi ossessivamente il volto del Cristo che gli è apparso durante una notte di preghiera, un giovane che viene esentato dal pagamento del “pizzo” grazie al “buon cuore” del boss del rione. E ancora altre vite difficili, l’infanzia disperata in molte strade di Palermo. Sono solo alcune delle storie raccontate, con umanità e passione. ''Sono trascorsi oltre trent'anni da un mio lungo soggiorno in Sicilia, inviato dal mio giornale, l'Unita' - scrive Novelli - dopo la lettura delle pagine di Romano sono rimasto profondamente colpito non solo dalla drammaticita' di queste microstorie di vita quotidiana che lui, con tanta sensibilità ha raccolto, ma soprattutto dalle analogie con le storie con cui mi ero incontrato trent'anni prima, quasi che il tempo nella realtà siciliana non esista, si sia fermato''. ''Palermo - scrive ancora Novelli - vive le contraddizioni, le mode, i gusti, i drammi che vivono città come Roma, Milano, Torino, Parigi, Londra. Il dramma di un disoccupato che vuole buttarsi dal cornicione di un palazzo è lo stesso in qualsiasi parte del mondo. Diverse – come fa capire l'autore - sono le reazioni delle persone. E ce lo fa capire lasciando parlare gli uomini e le donne di questa sua amata e odiata città, dando voce ai più deboli, schierandosi dalla loro parte, dalla parte degli ultimi, nella speranza di poter concorrere a riparare a una cronica ingiustizia, quella della città opulenta verso i suoi fratelli meno fortunati”. (set)



18 dicembre 2007

LIBRI: 'LA TERZA GUERRA TITANICA, GABRIELE ED EMANUELE'
DOMANI A PALERMO PRESSO IL LICEO GINNASIO 'UMBERTO I'

Palermo, 18 dic. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Sara' presentato domani a Palermo, alle 17, presso il liceo-ginnasio ''Umberto I'', il volume ''La terza guerra titanica. Gabriele ed Emanuele'' di Leonardo Stella pubblicato dalle edizioni La Zisa. All'evento prenderanno parte Giuseppe Savagnone, che ha curato la prefazione del romanzo e l'autore Leonardo Stella. "Cio' che caratterizza questo primo esperimento letterario di Leonardo Stella - scrive Savagnone nella sua prefazione - e' probabilmente la scelta di mettere insieme, senza mediazioni, quasi provocatoriamente, un contesto rigorosamente legato al mondo dei miti classici e uno stile estremamente prosaico, ispirato al linguaggio quotidiano del nostro tempo''. ''Ne risulta - prosegue - un racconto intessuto di riferimenti colti, con una punta, perfino, di erudizione, popolato dai personaggi dell'Olimpo - da Zeus ad Afrodite, da Atena ad Efesto - e dove trovano posto anche eroi e semidei - Eracle, Perseo, Teseo -, ma anche i mostri che popolano quell'universo mitologico - Scilla e Cariddi, la Medusa, le Sirene, la Chimera". Leonardo Stella e' nato a Palermo il 29 agosto del 1990 e attualmente frequenta il quarto anno del liceo classico Umberto I di Palermo. Amante di diversi generi letterari, e' un appassionato lettori in particolare di romanzi storici, di gialli e di fantasy. Nonostante la giovane eta', ha gia' viaggiato un po' in tutta Europa, prediligendo capitali importanti quali Parigi, Londra e altre citta'europee e non, tra cui Barcellona, Valencia, Tunisi e Istanbul. (Per/Ct/Adnkronos)


11 dicembre 2007

Le connivenze della societa' civile “La zona grigia, professionisti al servizio della mafia”
Un'indagine sui rapporti tra consulenti qualificati e malavita

Non solo prescrizione legale e repressione di pubblica sicurezza: è un vero e proprio rifiuto che si chiede alla società civile contro la cultura e la pratica mafiosa. Oltre agli appelli istituzionali, un contributo importante può venire dai singoli che decidono di non scendere a compromessi. Con uno specifico punto di vista sulla questione interviene il volume “La zona grigia, professionisti al servizio della mafia”, scritto dal giornalista Nino Amadore e pubblicato in questi giorni dalla casa editrice palermitana La Zisa. L'autore si concentra su quell'ambito incerto di rapporto e di scambio tra professionisti e attori mafiosi: una pratica di contiguità e collusione di rapporti lavorativi più o meno penalmente rilevanti, ma comunque inaccettabili. Esiste, infatti, non tanto una scelta esplicita della Mafia, piuttosto una disponibilità a farsi permeare dai suoi interessi economici, tutelati e cautelati. Ed è proprio questo spazio di agibilità che di fatto permette alle attività criminali di galleggiare nelle trame della legalità, sfruttando specifiche conoscenze e competenze tecniche altrimenti inaccessibili: pecunia non olet, e i boss fanno affari con insospettabili consulenti. Nella sola Sicilia, in dieci anni, almeno 400 professionisti sono stati coinvolti in attività mafiose; dalle risultanze appare che sono i medici a fornire quadri dirigenti a Cosa nostra, ma anche avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. In particolare Amadore cerca di capire quali e quanti di questi siano stati poi effettivamente censurati nell'ambito dell'autoregolamentazione lavorativa: siccome gli Ordini svolgono un ruolo importante, una condanna inequivocabile, fin dai codici deontologici, potrebbe generare un effetto rivoluzionario. Gli imprenditori siciliani hanno già esplicitamente integrato il proprio codice etico con indicazioni nette di non collaborazione con il malaffare; una strada maestra percorribile anche in altri settori. Amadore, Nino, La zona grigia, professionisti al servizio della mafia, La Zisa, www.lazisa.it Marco A. Marcuccio.


10 dicembre 2007

STORIE MINIME STORIE DI UOMINI GIUDICATI ''MINORI''
NELLE COLONNE DEI GIORNALI IL LIBRO: NELLA CITTÀ OPULENTA. MICROSTORIE DI VITA QUOTIDIANA
DI DAVIDE ROMANO

Presentazione del volume “Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana” (ed. La Zisa - www.lazisa.it -, pp. 144, euro 10) di Davide Romano, venerdì 21 dicembre, alle ore 18, presso la sede dell’associazione L’Incrocio di via Volturno 22, a Palermo. Introdurrà Jessica Morris, pastora della Chiesa del Nazareno di Palermo. Presenterà Giuseppe Renda dell’associazione L’Incrocio. Interverrà Maria Teresa de Sanctis, scrittrice e attrice che leggerà alcuni brani del libro. Sarà presente l’autore. Storie minime. Storie di uomini giudicati ''minori'' nelle colonne dei giornali, ma che possono rappresentare lo specchio di una comunita'. Fatti che meritano lo spazio di una ''breve'', ma che con Davide Romano diventano materia per il suo ''Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana''. Il volume, con la prefazione di Diego Novelli ed edito da La Zisa, e già alla terza edizione, racconta gli emarginati di Palermo, con le loro vite sconosciute che possono diventare note quando - per disperazione o per violenza repressa - si macchiano di qualche crimine piu' o meno grave. Romano ha tratto dalla cronaca degli ultimi cinque anni, pubblicata su varie testate, vicende che fotografano una realta', quella palermitana, nelle sue ombre e nelle sue luci, ''per ricordare ai disattenti che insieme alle vetrine illuminate ci sono anche zone estese di colpevole abbandono morale e materiale'', segmenti di vita vissuta che commuovono e irritano contemporaneamente. ''Sono trascorsi oltre trent' anni da un mio lungo soggiorno in Sicilia, inviato dal mio giornale, l' Unita' - scrive Novelli - dopo la lettura delle pagine di Romano sono rimasto profondamente colpito non solo dalla drammaticita' di queste microstorie di vita quotidiana che lui, con tanta sensibilita', ha raccolto, ma soprattutto dalle analogie con le storie con cui mi ero incontrato trent' anni prima, quasi che il tempo nella realta' siciliana non esista, si sia fermato''. ''Palermo - scrive ancora Novelli - vive le contraddizioni, le mode, i gusti, i drammi che vivono citta' come Roma, Milano, Torino, Parigi, Londra. Il dramma di un disoccupato che vuole buttarsi dal cornicione di un palazzo e' lo stesso in qualsiasi parte del mondo. Diverse ci fa capire l' autore sono le reazioni delle persone. E ce lo fa capire lasciando parlare gli uomini e le donne di questa sua amata e odiata citta', dando voce ai piu' deboli, schierandosi dalla loro parte''. Diciassette i capitoli del volume scritto dal giornalista freelance poco più che trentenne dedicati a ''I disperati della Noce''; ''Solo per amore''; ''Omosessualita' e fede''; ''Amore al citofono''; ''Cuore di boss''; ''Quando il prete s' innamora''; ''Scuole cattoliche e portatori di handicap''; ''Malacarne''; ''I sogni nel cassonetto''; ''Quel benedetto posto fisso''; ''La scoperta del mercato''; ''La mano dello scultore''; ''Una scuola di vita''; ''L' eremita delle Madonie''; ''Il coraggio di cambiare''; ''La pupara di Dio''; e ''Vita da squatters''.



8 dicembre 2007

Dal 2 febbraio il giovane è indagato per la morte dell’ispettore
RACITI, LA CASSAZIONE: SCARCERATE SPEZIALE

Roma Antonino Speziale, il diciottenne indagato per l’omicidio dell’ispettore di polizia Filippo Raciti il 2 febbraio scorso, durante i disordini scoppiati nell’ambito del derby Catania-Palermo, non deve rientrare in carcere. È quanto ha sostenuto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Oscar Cedrangolo, nella requisitoria davanti ai giudici della prima sezione penale della suprema corte. Ha sollecitato l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza con cui, il 2 luglio scorso, il tribunale della libertà per i minorenni di Catania aveva disposto nuovamente la custodia cautelare in carcere per il giovane. Intanto, nelle librerie è appena uscito, per la penna del giornalista sportivo Rosario Naimo torna in libreria con 2 febbraio. Una violenta serata di derby, un instant-book pubblicato dalla casa editrice La Zisa (pp. 96, euro 10). «La tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c’entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere lì a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che lascia una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l’hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno».



7 dicembre 2007

LIBRI:'NELLA CITTA' OPULENTA, MICROSTORIE DI VITA QUOTIDIANA'
DI DAVIDE ROMANO
LE VITE SCONOSCIUTE DEGLI EMARGINATI DI PALERMO

Palermo, 7 dic. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Presso la sede dell'associazione L'Incrocio sara' presentato il 21 dicembre alle 18 il volume, giunto alla terza edizione, ''Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana'' di Davide Romano, edito da La Zisa e con la prefazione di Diego Novelli. L'autore racconta gli emarginati di Palermo e le loro vite sconosciute che possono diventare note quando - per disperazione o per violenza repressa - si macchiano di qualche crimine piu' o meno grave; storie di uomini giudicati minori nelle colonne dei giornali, ma che possono rappresentare lo specchio di una comunita'. Romano ha tratto dalla cronaca degli ultimi cinque anni, pubblicata su varie testate, vicende che fotografano una realta', quella palermitana, nelle sue ombre e nelle sue luci, ''per ricordare ai disattenti che insieme alle vetrine illuminate ci sono anche zone estese di colpevole abbandono morale e materiale''. (Per/Col/Adnkronos)



5 dicembre 2007

LIBRI: '2 FEBBRAIO-UNA VIOLENTA SERATA DI DERBY' SU MORTE RACITI
IL RACCONTO DI QUEI TRAGICI MOMENTI
CHE PORTARONO ALL'UCCISIONE
DELL'ISPETTORE DI POLIZIA

Palermo, 5 dic. - (Adnkronos) - Dopo ''Mondiali'' e ''La prima volta di Palermo in Europa'', il giornalista sportivo Rosario Naimo torna in libreria con ''2 febbraio. Una violenta serata di derby'', un instant-book pubblicato dalla casa editrice La Zisa (pp. 96, euro 10) che riporta alla sera in cui la festa per il derby Catania-Palermo, la purezza e la gioia del calcio sono stati trasformati in tragedia per colpa della stupida atrocita' di centinaia di irresponsabili.
''La tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c'entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere li' a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che lascia una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l'hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno. Tragedia di amici, e colleghi. Di una citta' e una regione. Di un Paese?''.
Il racconto vero di quanto vissuto ma anche attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, internazionali, nazionali e regionali, i racconti della tv e delle radio, i ricordi di chi quel pomeriggio c'era e si ritiene un miracolato, le parole di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore, e il dopo: le accuse, i marcia indietro e i provvedimenti. La situazione oggi. Un modo per far si' che il ''2 febbraio'' venga scolpito nella memoria di chi frequenta lo stadio.
Rosario Naimo, 39 anni, giornalista professionista. Collabora con La7, Radio Capital, Guerin Sportivo e France Football. E' stato responsabile dell'ufficio stampa del Palermo Calcio nell'anno della storica promozione dalla Serie B alla Serie A (2003-2004), in seguito e' stato coordinatore dell'area editoriale della stessa societa'. Da inviato per l'agenzia Italpress, ha seguito gli Europei di calcio 1996 e 2000, e i Mondiali di Francia 1998 e Giappone-Corea 2002. Ha pubblicato Mondiali. Tutto ebbe inizio quando Jules Rimet... e La prima volta di Palermo in Europa.


4 dicembre 2007

In libreria
"2 febbraio. Una violenta serata di derby"
Libro sui fatti del Massimino di Catania di Rosario Naimo

Dopo "Mondiali" e "La prima volta di Palermo in Europa", il giornalista sportivo Rosario Naimo torna in libreria con "2 febbraio. Una violenta serata di derby", un instant-book pubblicato dalla casa editrice La Zisa (pp. 96, euro 10) che riporta alla sera in cui la festa per il derby Catania-Palermo, la purezza e la gioia del calcio sono stati trasformati in tragedia per colpa della stupida atrocità di centinaia di irresponsabili. "La tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c'entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere lí a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che lascia una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l'hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno. Tragedia di amici, e colleghi. Di una città e una regione. Di un Paese.". Il racconto vero di quanto vissuto ma anche attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, internazionali, nazionali e regionali, i racconti della tv e delle radio, i ricordi di chi quel pomeriggio c'era e si ritiene un miracolato, le parole di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore, e il dopo: le accuse, i marcia indietro e i provvedimenti. La situazione oggi. Un modo per far sí che il "2 febbraio" venga scolpito nella memoria di chi frequenta lo stadio.Rosario Naimo, 39 anni, giornalista professionista. Collabora con La7, Radio Capital, Guerin Sportivo e France Football. È stato responsabile dell'ufficio stampa del Palermo Calcio nell'anno della storica promozione dalla Serie B alla Serie A (2003-2004), in seguito è stato coordinatore dell'area editoriale della stessa società. Da inviato per l'agenzia Italpress, ha seguito gli Europei di calcio 1996 e 2000, e i Mondiali di Francia 1998 e Giappone-Corea 2002. Ha pubblicato Mondiali. Tutto ebbe inizio quando Jules Rimet… e La prima volta di Palermo in Europa (red).



4 dicembre 2007

La mafia e la «zona grigia». Il libro.
Il giornalista Nino Amadore ricostruisce collusioni e connivenze

di Leone Zingales

Professionisti e mafia. Imprenditori e mafia. Politici e mafia. Avvocati e mafia. Giudici e mafia. I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, la cosiddetta «zona grigia», comprese le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l'oggetto di indagine del libro «La zona grigia, professionisti al servizio della mafia» scritto dal giornalista del Sole 24Ore Nino Amadore ed edito dalla casa editrice palermitana «La Zisa». L'autore tenta di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. E si scopre che sono stati numerosi i medici che, più di tutti , hanno fornito i «quadri dirigenti» alle cosche. Non mancano le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, che, attraverso il supporto tecnico, hanno assicurato ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro sporco.
«Il mio - spiega l'autore - è un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di individuare le responsabilità». Responsabilità che, in tema di lotta alla mafia, ci sono e sono evidenti: sono quelle degli Ordini professionali i quali finora, a differenza di quanto fatto dagli imprenditori, si sono interrogati poco sulla necessità di prendere una posizione netta contro il crimine organizzato.



2 dicembre 2007

In libreria “La zona grigia, professionisti al servizio della mafia”
di Nino Amadore

Gli imprenditori siciliani hanno integrato il codice etico con indicazioni precise di non collaborazione con le cosche, di obbligo di denuncia per le richieste del racket. Una strada che dovrebbe essere seguita anche dagli Ordini professionali vista la mole di soggetti coinvolti in inchieste di mafia e spesso condannati. Commercialisti, avvocati, ragionieri, architetti, ingegneri, medici e così via coinvolti in inchieste di mafia, condannati e spesso rimasti al loro posto a presiedere i loro ben avviati studi professionali. Sono loro i rappresentanti della Società civile cui si è rivolto anche il presidente della Repubblica recentemente, con un appello alla solidarietà antimafia, che però non hanno fiatato. I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell’intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di “zona grigia”. Insomma le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l’oggetto di indagine del libro “La zona grigia, professionisti al servizio della mafia” scritto dal giornalista del Sole 24Ore Nino Amadore ed edito dalla casa editrice palermitana La Zisa (www.lazisa.it). Il tentativo dell’autore è quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. E si scopre che i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, hanno più di tutti fornito i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell’omicidio di don Pino Puglisi. Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. Insomma quel mondo che ha dato e spesso dà sostegno alle varie mafie nel nostro Paese. Quel mondo che, attraverso il supporto tecnico, assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attività criminali. Temi ancora di recente sollevati nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario e ribaditi più volte dal capo della Direzione nazionale antimafia Pietro Grasso. Ma i numeri, per capire la qualità delle collusioni, non ci sono. Non li ha la Direzione nazionale antimafia , non li ha la commissione parlamentare Antimafia. Li ha forniti e li fornisce lo stesso Amadore: in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia.

“Il mio – spiega l’autore – è un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilità”. Responsabilità che, in tema di lotta alla mafia, ci sono e sono evidenti: sono quelle degli Ordini professionali i quali finora, a differenza di quanto fatto dagli imprenditori, si sono interrogati poco sulla necessità di prendere una posizione netta contro il crimine organizzato. “Gli Ordini – continua Amadore – hanno un ruolo importante nella nostra società. Ecco perché io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici , potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosca possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti”.



1 dicembre 2007


1 dicembre 2007

LIBRI, CATANIA:
"2 FEBBRAIO, UNA VIOLENTA SERATA DI DERBY"

Catania, 29 nov - Sabato alle 11.30 a Catania, presso presso la Sala del Parlamento del Castello Ursino, piazza Federico di Svevia, sarà presentato alla presenza del sindaco, Umberto Scapagnini, un instant book dedicato alla tragica serata del 2 febbraio scorso, quando, prima del derb tra Catania e Palermo, morì l'ispettore di polizia Filippo Raciti. Dopo "Mondiali" e "La prima volta di Palermo in Europa", il giornalista sportivo Rosario Naimo torna in libreria con "2 febbraio", un instant-book pubblicato dalla casa editrice La Zisa (pp. 96, euro 10) che riporta alla sera in cui la gioia del calcio è stata trasformata in tragedia per colpa di centinaia di irresponsabili. "La tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c'entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere lì a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che lascia una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l'hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno. Tragedia di amici, e colleghi. Di una città e una regione. Di un Paeseà". Il racconto vero di quanto vissuto ma anche attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, internazionali, nazionali e regionali, i racconti della tv e delle radio, i ricordi di chi quel pomeriggio c'era e si ritiene un miracolato, le parole di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore, e il dopo: le accuse, i marcia indietro e i provvedimenti. La situazione oggi. Un modo per far sì che il "2 febbraio" venga scolpito nella memoria di chi frequenta lo stadio.


29 novembre 2007


29 novembre 2007

LIBRI, CATANIA:
"2 FEBBRAIO, UNA VIOLENTA SERATA DI DERBY"

Catania, 29 nov - Sabato alle 11.30 a Catania, presso presso la Sala del Parlamento del Castello Ursino, piazza Federico di Svevia, sarà presentato alla presenza del sindaco, Umberto Scapagnini, un instant book dedicato alla tragica serata del 2 febbraio scorso, quando, prima del derb tra Catania e Palermo, morì l'ispettore di polizia Filippo Raciti. Dopo "Mondiali" e "La prima volta di Palermo in Europa", il giornalista sportivo Rosario Naimo torna in libreria con "2 febbraio", un instant-book pubblicato dalla casa editrice La Zisa (pp. 96, euro 10) che riporta alla sera in cui la gioia del calcio è stata trasformata in tragedia per colpa di centinaia di irresponsabili. "La tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c'entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere lì a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che lascia una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l'hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno. Tragedia di amici, e colleghi. Di una città e una regione. Di un Paeseà". Il racconto vero di quanto vissuto ma anche attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, internazionali, nazionali e regionali, i racconti della tv e delle radio, i ricordi di chi quel pomeriggio c'era e si ritiene un miracolato, le parole di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore, e il dopo: le accuse, i marcia indietro e i provvedimenti. La situazione oggi. Un modo per far sì che il "2 febbraio" venga scolpito nella memoria di chi frequenta lo stadio.


29 novembre 2007

CALCIO: VIOLENZA.
PRESENTATO LIBRO "2 FEBBRAIO" SU FATTI CATANIA

PALERMO (ITALPRESS) - E' stato presentato oggi nell'Aula Consiliare di Palazzo delle Aquile, a Palermo, il libro "2 FEBBRAIO", instant-book del giornalista Rosario Naimo ed edito da La Zisa (pp. 96, euro 10) che riporta alla sera in cui la festa per il derby Catania-Palermo, la purezza e la gioia del calcio sono stati trasformati in tragedia per colpa della stupida atrocita' di centinaia di irresponsabili. "La tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c'entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere li' a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che lascia una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l'hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno. Tragedia di amici, e colleghi. Di una citta' e una regione. Di un Paese...". Il racconto vero di quanto vissuto ma anche attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, internazionali, nazionali e regionali, i racconti della tv e delle radio, i ricordi di chi quel pomeriggio c'era e si ritiene un miracolato, le parole di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore, e il dopo: le accuse, i marcia indietro e i provvedimenti. La situazione oggi. Un modo per far si' che il "2 febbraio" venga scolpito nella memoria di chi frequenta lo stadio. In vista della sfida in programma domenica al Massimimo, il libro sara' presentato sabato anche nella citta' etnea.


29 novembre 2007

I contorni delle collusioni e i rapporti con Cosa nostra
MAFIA/LA ZONA GRIGIA E I PROFESSIONISTI
AL SERVIZIO IN UN LIBRO

Palermo, 29 nov. (Apcom) - I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell'intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di "zona grigia", le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l'oggetto di indagine del libro "La zona grigia, professionisti al servizio della mafia" scritto dal giornalista del Sole 24Ore Nino Amadore ed edito dalla casa editrice palermitana La Zisa (www.lazisa.it).
Il tentativo dell'autore è quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. E si scopre che i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, hanno più di tutti fornito i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi. Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. Insomma quel mondo che ha dato e spesso dà sostegno alle varie mafie nel nostro Paese. Quel mondo che, attraverso il supporto tecnico, assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attività criminali. Temi ancora di recente sollevati nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e ribaditi più volte dal capo della Direzione nazionale antimafia Pietro Grasso. Ma i numeri, per capire la qualità delle collusioni, non ci sono. Non li ha la Direzione nazionale antimafia , non li ha la commissione parlamentare Antimafia. Li ha forniti e li fornisce lo stesso Amadore: in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia.
"Il mio - spiega l'autore - è un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilità". Responsabilità che, in tema di lotta alla mafia, ci sono e sono evidenti: sono quelle degli Ordini professionali i quali finora, a differenza di quanto fatto dagli imprenditori, si sono interrogati poco sulla necessità di prendere una posizione netta contro il crimine organizzato. "Gli Ordini - continua Amadore - hanno un ruolo importante nella nostra società. Ecco perché io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici , potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosca possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti".


28 novembre 2007

CALCIO:
VIOLENZA. DOMANI PRESENTAZIONE LIBRO "2 FEBBRAIO"


PALERMO (ITALPRESS) - Domani pomeriggio, alle 17.30, appuntamento nell'Aula Consiliare di Palazzo delle Aquile, a Palermo, per la presentazione di "2 FEBBRAIO", instant-book del giornalista Rosario Naimo ed edito da La Zisa (pp. 96, euro 10) che riporta alla sera in cui la festa per il derby Catania-Palermo, la purezza e la gioia del calcio sono stati trasformati in tragedia per colpa della stupida atrocita' di centinaia di irresponsabili. "La tragedia di un uomo, Filippo Raciti, 40 anni, ispettore capo di polizia, che, paradosso, con il calcio non c'entrava nulla - neanche gli piaceva - se non per il fatto di dover essere li' a svolgere il proprio dovere di salvaguardare gli altri; la tragedia di un padre di famiglia, che lascia una giovane moglie e due bambini, di 16 e 8 anni, che l'hanno visto uscire di casa quella mattina di un mite febbraio, vigilia di festa, e mai farvi ritorno. Tragedia di amici, e colleghi. Di una citta' e una regione. Di un Paese...". Il racconto vero di quanto vissuto ma anche attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, internazionali, nazionali e regionali, i racconti della tv e delle radio, i ricordi di chi quel pomeriggio c'era e si ritiene un miracolato, le parole di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore, e il dopo: le accuse, i marcia indietro e i provvedimenti. La situazione oggi. Un modo per far si' che il "2 febbraio" venga scolpito nella memoria di chi frequenta lo stadio. Interverranno, oltre all'autore, tra gli altri il Questore di Palermo, Dott.Giuseppe Caruso, l'Assessore allo sport del Comune di Palermo Alessandro Anello, il Presidente regionale della Figc-LND Sandro Morgana, il Presidente regionale dell'Ordine dei Giornalisti Franco Nicastro. (ITALPRESS).


25 novembre 2007

LIBRI:
ESCE 'LA ZONA GRIGIA, PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DELLA MAFIA'

INDAGINE DI NINO AMADORE SUI RAPPORTI DEI PROFESSIONISTI CON LA COSA NOSTRA

Palermo, 25 nov. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - I rapporti dei liberi professionisti siciliani con la mafia, l'intreccio di affari e le collusioni sempre piu' evidenti della societa' civile con i clan. Sono questi i temi dell'indagine svolta dal giornalista de ''Il Sole 24 Ore'' Nino Amadore proposta nel volume "La zona grigia, professionisti al servizio della mafia", pubblicato dalla casa editrice palermitana La Zisa.
L'obiettivo principale dell'autore e' quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. Secondo Amadore in Sicilia, in dieci anni, sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. Nell'indagine si scopre ad esempio che i medici hanno fornito, piu' di tutti, i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi. Non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti che hanno sostenuto o protetto la mafia. Un microcosmo variegato che assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attivita' criminali. "Il mio - afferma l'autore - e' un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilita'".


25 novembre 2007

SPECIALE LIBRI, LA ZISA:
SE IL PROFESSIONISTA SERVE LA MAFIA (1)

(9Colonne) - Roma, 25 nov - Gli imprenditori siciliani hanno integrato il codice etico con indicazioni precise di non collaborazione con le cosche, di obbligo di denuncia per le richieste del racket. Una strada che dovrebbe essere seguita anche dagli Ordini professionali vista la mole di soggetti coinvolti in inchieste di mafia e spesso condannati. Commercialisti, avvocati, ragionieri, architetti, ingegneri, medici e così via coinvolti in inchieste di mafia, condannati e spesso rimasti al loro posto a presiedere i loro ben avviati studi professionali. Sono loro i rappresentanti della Società civile cui si è rivolto anche il presidente della Repubblica recentemente, con un appello alla solidarietà antimafia. I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell'intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di "zona grigia", sono l'oggetto di indagine del libro "La zona grigia, professionisti al servizio della mafia" scritto dal giornalista del Sole 24 Ore Nino Amadore ed edito dalla casa editrice palermitana La Zisa (pagine 144, euro 10). Il tentativo dell'autore è quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. E si scopre che i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, hanno più di tutti fornito i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi. (SEGUE)


25 novembre 2007

SPECIALE LIBRI, LA ZISA:
SE IL PROFESSIONISTA SERVE LA MAFIA (2)

(9Colonne) - Roma, 25 nov - Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. Insomma quel mondo che ha dato e spesso dà sostegno alle varie mafie nel nostro Paese. Quel mondo che, attraverso il supporto tecnico, assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attività criminali. Temi ancora di recente sollevati nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e ribaditi più volte dal capo della Direzione nazionale antimafia Pietro Grasso. Ma i numeri, per capire la qualità delle collusioni, non ci sono. Non li ha la Direzione nazionale antimafia, non li ha la commissione parlamentare Antimafia. Li ha forniti e li fornisce lo stesso Amadore: in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. "Il mio - spiega l'autore - è un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilità".
Responsabilità che, in tema di lotta alla mafia, ci sono e sono evidenti: sono quelle degli Ordini professionali i quali finora, a differenza di quanto fatto dagli imprenditori, si sono interrogati poco sulla necessità di prendere una posizione netta contro il crimine organizzato. "Gli Ordini - continua Amadore - hanno un ruolo importante nella nostra società. Ecco perché io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici, potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosca possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti".


25 novembre 2007

Quella maledetta, inesplorata Zona Grigia

Quei dollaroni verdi che sgocciolano, sgocciolano perché sono stati appena "lavati". Il riferimento implicito è al money laundering che rende lindo quello che è sudicio, profumato quello che è fetido e, in definitiva, pulito il denaro sporco. Nino Amadore, che ho l'onore di avere per amico da lunghi anni, è un giornalista di vasta esperienza e legato per viscere e professione alla sua terra, la Sicilia. E' difficile per un giornalista meridionale non occuparsi, in un modo o nell'altro, di criminalità organizzata e dei suoi riflessi sulla società, sulla comunità in cui tutti viviamo e operiamo. E così anche Amadore, responsabile della redazione palermitana del "Sole-24 Ore", inevitabilmente si occupa delle vicende di Cosa Nostra. Ma proprio la sua formazione e la sua dimensione di giornalista economico lo inducono a guardare il fenomeno mafioso sotto un altro profilo: quello della collusione. E non le tristemente consuete collusioni politicomafiose, ma quelle che il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Salvatore Boemi ha definito complessivamente borghesia mafiosa. Sì, ricordiamo tutti l'équipe medica che avrebbe operato alla prostata nientemeno che "zu Binnu", Bernardo Provenzano. E anche padre Mario Frittitta, che sarebbe andato personalmente a confessare spietati capibastone come Pietro Aglieri... Allo stesso modo incidono e "operano" i white collars, i "colletti bianchi" che intorbidano le acque delle professioni. E' in questo mondo di non-detti che cerca di scavare Amadore col suo libro, appena "sbarcato" in libreria per i tipi dell'editore La Zisa: oltre 400 professionisti coinvolti a vario titolo in questioni di mafia nella sola Sicilia e soltanto negli ultimi 10 anni non è "un dato", è una circostanza di fatto sufficiente a farci pensare tutti. Dov'era la società civile mentre ampi segmenti di essa colludevano con Cosa Nostra e, fuori Trinacria, con un crimine organizzato diverso come per esempio la 'ndrangheta? Com'è possibile che solo adesso e dopo mille spinte si ritenga di far diventare network virtuoso quel modo sano d'amministrare (sul fronte degli Enti locali) e del ben operare (quanto agli Ordini professionali) che dovrebbe impedire a chiunque, in buona sostanza, di fare affari con le mafie? Di qui, la proposta di fondo: gli Ordini professionali sbattano fuori senza indugi i collusi. Tutti i collusi. Un appello di straordinario valore civile, ma anche di stringente attualità, visto e considerato quanto già accaduto proprio in Sicilia grazie alla prontezza di riflessi, diciamo così, degli industriali siculi guidati da Ivan Lo Bello, in relazione alla disponibilità di troppe "pecore nere" di soggiacere alle forche caudine del "pizzo". Evidente che ne viene fuori un'altra domanda: a quando, finalmente, un'emulazione in positivo? Quando tutte le associazioni degli imprenditori delle regioni tristemente segnate dal fenomeno del crimine organizzato si decideranno a combattere senza requie ogni forma di collusione, connivenza, mera tolleranza della violenza mafiosa collegata alle attività professionali e all'esercizio di attività commerciali?



23 novembre 2007

LIBRI: ESCE 'LA ZONA GRIGIA, PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DELLA MAFIA'

INDAGINE DI NINO AMADORE SUI RAPPORTI DEI PROFESSIONISTI CON LA COSA NOSTRA Palermo, 23 nov. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - I rapporti dei liberi professionisti siciliani con la mafia, l'intreccio di affari e le collusioni sempre piu' evidenti della societa' civile con i clan.
Sono questi i temi dell'indagine svolta dal giornalista de ''Il Sole 24 Ore'' Nino Amadore proposta nel volume "La zona grigia, professionisti al servizio della mafia", pubblicato dalla casa editrice palermitana La Zisa.
L'obiettivo principale dell'autore e' quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. Secondo Amadore in Sicilia, in dieci anni, sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. Nell'indagine si scopre ad esempio che i medici hanno fornito, piu' di tutti, i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi. Non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti che hanno sostenuto o protetto la mafia. Un microcosmo variegato che assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attivita' criminali. "Il mio - afferma l'autore - e' un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilita'".
(Per/Col/Adnkronos)



22 novembre 2007

LIBRI: ''LA ZONA GRIGIA, PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DELLA MAFIA'' DI NINO AMADORE

Palermo, 22 nov.- (Adnkronos) - Gli imprenditori siciliani hanno integrato il codice etico con indicazioni precise di non collaborazione con le cosche, di obbligo di denuncia per le richieste del racket. Una strada che dovrebbe essere seguita anche dagli Ordini professionali vista la mole di soggetti coinvolti in inchieste di mafia e spesso condannati. Commercialisti, avvocati, ragionieri, architetti, ingegneri, medici e cosi' via coinvolti in inchieste di mafia, condannati e spesso rimasti al loro posto a presiedere i loro ben avviati studi professionali. Sono loro i rappresentanti della Societa' civile cui si e' rivolto anche il presidente della Repubblica recentemente, con un appello alla solidarieta' antimafia, che pero' non hanno fiatato.
I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell'intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di ''zona grigia''. Insomma le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l'oggetto di indagine del libro ''La zona grigia, professionisti al servizio della mafia'' scritto dal giornalista del Sole 24Ore Nino Amadore ed edito dalla casa editrice palermitana La Zisa (www.lazisa.it). Il tentativo dell'autore e' quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. E si scopre che i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, hanno piu' di tutti fornito i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi.
Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. Insomma quel mondo che ha dato e spesso da' sostegno alle varie mafie nel nostro Paese. Quel mondo che, attraverso il supporto tecnico, assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attivita' criminali. Temi ancora di recente sollevati nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e ribaditi piu' volte dal capo della Direzione nazionale antimafia Pietro Grasso. Ma i numeri, per capire la qualita' delle collusioni, non ci sono. Non li ha la Direzione nazionale antimafia , non li ha la commissione parlamentare Antimafia. Li ha forniti e li fornisce lo stesso Amadore: in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. (segue)



22 novembre 2007

LIBRI: ''LA ZONA GRIGIA, PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DELLA MAFIA'' DI NINO AMADORE (2)

(Adnkronos) - ''Il mio - spiega l'autore - e' un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilita'''. Responsabilita' che, in tema di lotta alla mafia, ci sono e sono evidenti: sono quelle degli Ordini professionali i quali finora, a differenza di quanto fatto dagli imprenditori, si sono interrogati poco sulla necessita' di prendere una posizione netta contro il crimine organizzato.
''Gli Ordini - continua Amadore - hanno un ruolo importante nella nostra societa'. Ecco perche' io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici , potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosca possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti''.
(Clt/Gs/Adnkronos)


22 novembre 2007

LIBRI:
MAFIA,GIORNALISTA SOLE 24ORE RACCONTA
'LA ZONA GRIGIA'


(ANSA) - PALERMO, 22 NOV - I rapporti dei liberi professionisti con la criminalita' organizzata sono l'oggetto di indagine del libro ''La zona grigia, professionisti al servizio della mafia'', scritto dal giornalista del Sole 24Ore Nino Amadore ed edito dalla casa editrice palermitana La Zisa.
Il tentativo dell'autore e' quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. E si scopre che i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, sono la categoria maggiormente coinvolta in indagini sulle connivenze.
Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. Insomma quel mondo che ha dato e spesso da' sostegno alle varie mafie nel nostro Paese.
Dal libro emerge che in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti accusati di aver avuto contatti con la mafia. ''Il mio - spiega l'autore - e' un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilita'''. (ANSA).


21 novembre 2007

IN UN VOLUME DI NAIMO
UN DERBY INSANGUINATO

Dopo "Mondiali" e "La prima volta di Palermo in Europa", il giornalista sportivo Rosario Naimo torna in libreria con "2 febbraio", un instant-book pubblicato dalla casa editrice "La Zisa" (pp. 96, euro 10) che riporta alla sera in cui la festa per il derby Catania-Palermo, la purezza e la gioia del calcio sono stati trasformati in tragedia per colpa della stupida atrocita' di centinaia di irresponsabili. Il racconto attraverso la cronaca dei giornali e dei siti internet, i ricordi di chi quel pomeriggio c'era e si ritiene un miracolato e le parole di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore.



15 novembre 2007

EDITORIA: IN USITA
"2 FEBBRAIO"

di Alessio Cracolici

Il giornalista sportivo Rosario Naimo torna in libreria con "2 febbraio", libro pubblicato dalla casa editrice La Zisa (pp. 96, euro 10) che ripercorre i tragici momenti che si sono susseguiti dopo il derby Catania-Palermo della scorsa stagione. Il libro uscirà negli ultimi giorni di novembre, proprio alla vigilia ed in concomitanza del derby di quest’anno in programma il 2 dicembre.


14 novembre 2007

PALERMO: EDITO IL LIBRO DI ADRIANA PIAZZA,
«IL TEMPO LEGGENDARIO»

(PRIMA) PALERMO – In libreria si potrà acquistate il libro "Il tempo leggendario" di Adriana Piazza (casa editrice La Zisa, pagg. 144). Il libro è “il ritratto di un'epoca, di un clima intellettuale di una generazione. L'epoca è la Belle Époque palermitana, un momento tra i più affascinanti e fastosi del capoluogo siciliano, ma anche colmo di pregiudizi, di inutile decoro borghese, di falsi valori, avidità, ipocrisia, egoismi. L'autrice descrive con olimpica imparzialità la storia di una famiglia vista con gli occhi di una bambina: è dunque la storia di un' infanzia e un'adolescenza analizzate con rara penetrazione psicologica, nonché l'immagine di una formazione intellettuale e morale. Assai presto, infatti, la piccola protagonista comincia a sentire i primi dubbi, comincia a intravedere i pregiudizi meschini, che si celano sotto la lucida superficie del mondo dorato della Belle Époque. Ma il processo di liberazione avverrà al prezzo di dolorose lacerazioni, nell'alternarsi di delusioni al contatto del mondo esterno e di dispiaceri familiari tra cui basti ricordare l'esperienza delle sorelle che lottano per strapparsi ai vincoli della società del tempo, e la tragica sorte di Franz, l'adorato fratello che è tra i personaggi più toccanti del libro. Infine, nelle pagine conclusive del romanzo, una revisione sentimentale, anch'essa dolorosa, condurrà la giovanissima protagonista alle soglie dell'età adulta”. (PRIMA)



14 novembre 2007

Consigli per la lettura

IL TEMPO LEGGENDARIO

"Il tempo leggendario" (casa editrice La Zisa, pagg. 144, € 10,00), è il ritratto di un'epoca, di un clima intellettuale di una generazione. L'epoca è la Belle Époque palermitana, un momento tra i più affascinanti e fastosi del capoluogo siciliano, ma anche colmo di pregiudizi, di inutile decoro borghese, di falsi valori, avidità, ipocrisia, egoismi. L'autrice descrive con olimpica imparzialità la storia di una famiglia vista con gli occhi di una bambina: è dunque la storia di un' infanzia e un'adolescenza analizzate con rara penetrazione psicologica, nonché l'immagine di una formazione intellettuale e morale. Assai presto, infatti, la piccola protagonista comincia a sentire i primi dubbi, comincia a intravedere i pregiudizi meschini, che si celano sotto la lucida superficie del mondo dorato della Belle Époque. Ma il processo di liberazione avverrà al prezzo di dolorose lacerazioni, nell'alternarsi di delusioni al contatto del mondo esterno e di dispiaceri familiari tra cui basti ricordare l'esperienza delle sorelle che lottano per strapparsi ai vincoli della società del tempo, e la tragica sorte di Franz, l'adorato fratello che è tra i personaggi più toccanti del libro. Infine, nelle pagine conclusive del romanzo, una revisione sentimentale, anch'essa dolorosa, condurrà la giovanissima protagonista alle soglie dell'età adulta. L’AUTRICE - Adriana Piazza è nata a Palermo dove ha insegnato Lingua e letteratura francese nelle scuole medie superiori. Ha pubblicato testi scolastici dedicati alle problematiche del turismo e della civiltà francese (D'Anna - Firenze) e il romanzo «L'inflessibile voglia di Marie», sua prima opera di narrativa, oltre a numerosi racconti. Nel 2001 ha vinto il primo premio del concorso nazionale letterario «Il racconto breve – Nuccio Raffa». Successivamente, ha vinto diversi premi del concorso letterario Città di Avellino. Ha collaborato al mensile «Sicilia nell'arte e nella letteratura».


PALERMO WEB NEWS
14 novembre 2007

In libreria “Il tempo leggendario” di Adriana Piazza

IL LIBRO - "Il tempo leggendario" (casa editrice La Zisa, pagg. 144, € 10,00), è il ritratto di un'epoca, di un clima intellettuale di una generazione.
L'epoca è la Belle Époque palermitana, un momento tra i più affascinanti e fastosi del capoluogo siciliano, ma anche colmo di pregiudizi, di inutile decoro borghese, di falsi valori, avidità, ipocrisia, egoismi. L'autrice descrive con olimpica imparzialità la storia di una famiglia vista con gli occhi di una bambina: è dunque la storia di un' infanzia e un'adolescenza analizzate con rara penetrazione psicologica, nonché l'immagine di una formazione intellettuale e morale.
Assai presto, infatti, la piccola protagonista comincia a sentire i primi dubbi, comincia a intravedere i pregiudizi meschini, che si celano sotto la lucida superficie del mondo dorato della Belle Époque.
Ma il processo di liberazione avverrà al prezzo di dolorose lacerazioni, nell'alternarsi di delusioni al contatto del mondo esterno e di dispiaceri familiari tra cui basti ricordare l'esperienza delle sorelle che lottano per strapparsi ai vincoli della società del tempo, e la tragica sorte di Franz, l'adorato fratello che è tra i personaggi più toccanti del libro. Infine, nelle pagine conclusive del romanzo, una revisione sentimentale, anch'essa dolorosa, condurrà la giovanissima protagonista alle soglie dell'età adulta.
L’AUTRICE - Adriana Piazza è nata a Palermo dove ha insegnato Lingua e letteratura francese nelle scuole medie superiori. Ha pubblicato testi scolastici dedicati alle problematiche del turismo e della civiltà francese (D'Anna - Firenze) e il romanzo «L'inflessibile voglia di Marie», sua prima opera di narrativa, oltre a numerosi racconti. Nel 2001 ha vinto il primo premio del concorso nazionale letterario «Il racconto breve – Nuccio Raffa». Successivamente, ha vinto diversi premi del concorso letterario Città di Avellino.
Ha collaborato al mensile «Sicilia nell'arte e nella letteratura».

pagina 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

Edizioni La Zisa, Via Lungarini, 60 - 90133 Palermo P.I. 06520860823 Privacy

Torna ai contenuti | Torna al menu